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venerdì 20 marzo 2015

Città di carta, John Green- Recensione.

Ieri ho iniziato e terminato la lettura di Città di carta di John Green.

Quentin Jacobsen è sempre stato in­namorato di Margo Roth Spiegelman, fin da quando, da bambini, hanno condiviso un’inquietante scoperta. Con il passare degli anni il loro legame speciale sembra­va essersi spezzato, ma alla vigilia del diploma Margo appare all’improvviso alla finestra di Quentin e lo trascina in piena notte in un’avventura indimenticabile. Forse le cose possono cambiare, forse tra di loro tutto ricomincerà. E invece no. La mattina dopo Margo scompare misteriosamente. Tutti credono che si tratti di un altro dei suoi colpi di testa, di uno dei suoi viaggi on the road che l’hanno resa leggendaria a scuola. Ma questa volta è diverso.

Sicuramente un romanzo che ti cattura e che non ti permette di staccare gli occhi dalle pagine prima di averlo terminato. Sicuramente, però, anche un tipico romanzo alla John Green. Sembra quasi di rileggere Cercando Alaska con soltanto nomi e località diversi. Il protagonista è timido e impacciato e rimane folgorato dalla ragazza più bella della scuola, ma dall'animo tormentato, che riscopre in lui il proprio salvatore.
Tuttavia, una piacevole lettura per un pomeriggio tranquillo.

giovedì 12 marzo 2015

Norwegian Wood, Haruki Murakami - Recensione

Ieri ho terminato la lettura di Norwegian Wood, di Haruki Murakami.

Uno dei più clamorosi successi letterari giapponesi di tutti i tempi è anche il libro più intimo, introspettivo di Murakami, che qui si stacca dalle atmosfere oniriche e surreali che lo hanno reso famoso, per esplorare il mondo in ombra dei sentimenti e della solitudine. Norwegian Wood è anche un grande romanzo sull'adolescenza, sul conflitto tra il desiderio di essere integrati nel mondo degli "altri" per entrare vittoriosi nella vita adulta e il bisogno irrinunciabile di essere se stessi, costi quel costi. Come il giovane Holden, Toru è continuamente assalito dal dubbio di aver sbagliato o poter sbagliare nelle sue scelte di vita e di amore, ma è anche guidato da un ostinato e personale senso della morale e da un'istinti avversione per tutto ciò che sa di finto e costruito. Diviso tra due ragazze, Naoko e Midori, che lo attirano entrambe con forza irresistibile, Toru non può fare altro che decidere. O aspettare che la vita (e la morte) decidano per lui.

Non saprei dire se sia una qualità positiva o negativa, ma questo è uno di quei romanzi che ti trascinano con sè mentre ci sei dentro, ma che una volta terminato ti lascia stordito, come se in parte non fosse successo nulla. Tra le sue pagine succede tutto e niente. Tuttavia, Murakami, come altri autori giapponesi, ha la capacità di rendere lecita e interessante la narrazione di qualsiasi argomento, dal più semplice al più scabroso. Un romanzo estremamente malinconico, ma che nonostante tutto invita a scegliere la vita.

domenica 8 marzo 2015

A volte ritorno, John Niven- Recensione.

Ieri ho terminato la lettura di A volte ritorno, di John Niven.

Dopo una settimana di vacanza che sarebbero cinque secoli di tempo terrestre, Dio torna in ufficio, ancora col cappello di paglia e la camicia a quadri. Era andato in vacanza, a pescare, in pieno Rinascimento, quando i terrestri scoprivano un continente alla settimana, e sembrava andasse tutto a gonfie vele. Al suo ritorno però, il quadro che gli fanno i suoi ha del catastrofico: il pianeta ridotto a un immondezzaio, genocidi come se piovesse, preti che molestano i bambini... Dio non è solo ultradepresso. Anche molto incazzato. L'unica soluzione, pensa, è rispedire sulla Terra quello strafatto di suo figlio. - Sei sicuro sia una buona idea? - gli chiede Gesú. - Non ti ricordi cosa è successo l'altra volta? - Ma Dio è irremovibile. Cosí Gesú Cristo piomba a New York, tra sballoni e drop out di ogni tipo. E cerca, come può, di dare una mano agli sfigati della terra. Il ragazzo non sa fare niente, eccetto suonare la chitarra. E riesce a finire in un programma di talenti alla tv. Un gran bel modo per fare arrivare il suo messaggio a un sacco di gente. Ma, come già in passato, anche oggi chi sta dalla parte dei marginali non è propriamente ben visto dalle autorità.

La religione è sempre un tema un po' ostico. Non appena ho sentito parlare di questo romanzo non sapevo bene cosa pensarne. Sarebbe stato dissacrante senza concludere poi nulla? Invece no, una narrazione scorrevole e ricca di humor e insegnamenti reali, umani. Non posso scrivere altro, per non togliervi il piacere della letturama ricordate, fate i bravi!

giovedì 2 ottobre 2014

La rivelazione, James Dashner- Recensione.

Ieri ho terminato la lettura de La Rivelazione, l'ultimo romanzo della serie The Maze Runner, di James Dashner.

Thomas sa di non potersi fidare delle menti malvagie che fanno parte della C.A.T.T.I.V.O., l'organizzazione che continua a tenere sotto scacco lui e gli altri Radurai, i sopravvissuti al Labirinto. Il tempo delle menzogne è finito, gli ripetono, i loro ricordi sono stati ripristinati e le tremende Prove cui sono stati sottoposti sono terminate. Sostengono di aver raccolto tutti i dati di cui avevano bisogno, ma di dover fare ancora affidamento su di loro per un'ultima missione: tocca ai Radurai trovare una cura per l'Eruzione, lo spietato morbo che conduce alla follia. Ma accade qualcosa che nessuno degli uomini della C.A.T.T.I.V.O. poteva prevedere: i ricordi di Thomas si spingono molto più lontano di quanto possano anche solo sospettare, fino alla verità. Il ragazzo adesso ha la conferma: non può credere a una sola parola di quello che dicono. E i suoi ricordi gli rivelano che dovrà fare molta attenzione, se vuole sopravvivere, perché la verità è più pericolosa della menzogna.

Siamo finalmente giunti al capitolo finale di questa frenetica saga ed abbiao scoperto la verità su tutto ciò che è accaduto a Thomas e agli altri Radurai. Il ragazzo continua a nutrire rabbia e dubbi nei confronti della C.A.T.T.I.V.O. e durante il tragitto è costretto a fare i conti con i pericolosi e rancorosi Spaccati e con la perdita di persone importanti, fino alla conquista della libertà. Come al solito di Dashner un romanzo ricco di colpi di scena e dai ritmi serrati.
Essendo stato pubblicato nel 2011 fa da precursore ad alcuni romanzi distopici usciti soltanto di recente e che da esso sembrano aver preso spunto.

lunedì 20 gennaio 2014

Castelli di rabbia, Alessandro Baricco- Recensione.

Ieri ho terminato Castelli di rabbia di Alessandro Baricco.

Il romanzo è ambientato nell'Ottocento, in una cittadina immaginaria, Quinnipak; è generoso nel presentare storie e personaggi, ciascuno con i suoi sogni e caratteri. E tra questi ci sono il signore e la signora Rail, che si amano di un amore tutto loro, e il bambino Penth con il suo amico Pekisch, e due bande che partono dagli estremi del paese per incontrarsi. La narrazione è costruita come un montaggio cinematografico e orchestrata come una partitura musicale, che lascia il senso del piacere dell'ascolto

Da qui inizia la recensione vera e proprio, contiene spoiler, quindi in caso non vogliate rovinarvi la sorpresa, non proseguite oltre.

Avendo letto prima i romanzi successivi e poi questo ho avuto modo di notare l'evoluzione di Baricco. I suoi libri sono un miscuglio di parti poetiche e altre che avrebbe potuto evitare di inserire. I signori Rail sono persone particolari e il giovane Mormy che si fa catturare dalla vita, con il rischio di sembrare un tipo strambo e disadattato. Il personaggio che mi ha colpito maggiormente è stato quello di Pehnt, che da bambino segnava su un quaderno tutte le cose che riteneva importanti e doveva sapere sulla vita. Aveva capito sin da subito che scrivere equivaleva e ricordare. Il libro porta il marchio ormai distintivo di Baricco: la capacità di trasportare in un mondo fantastico popolato da personaggi che non sempre subiscono il mutamento dovuto al trascorrere del tempo.

mercoledì 11 dicembre 2013

Goddess, Josephine Angelini- Recensione.

Ieri ho terminato Goddess di Josephine Angelini, ultimo volume della trilogia di Starcrossed.

Dopo aver accidentalmente liberato l’intero pantheon della mitologia greca dall’esilio sull’Olimpo, Helen deve riuscire a imprigionare di nuovo tutti gli dèi senza scatenare una guerra che potrebbe essere devastante. Ma l’ira divina è violenta, così come la sete di sangue. I poteri di Helen sono aumentati e al tempo stesso è cresciuta la distanza fra lei e i suoi amici di sempre. Un oracolo infatti rivela che il male si è insinuato fra loro: c’è un traditore nella sua cerchia e i sospetti ricadono proprio sul bellissimo Orion. Helen, combattuta fra l’amore per Orion e quello per Lucas, sarà costretta a prendere difficilissime decisioni, nel disperato tentativo di evitare uno scontro finale fra dèi e mortali.
Il suo destino si sta per compiere, mentre una feroce battaglia si avvicina inesorabile. Solo una dea potrà sorgere per salvare il mondo: è scritto nelle stelle.
Passioni, guerre, sconfitte e vittorie si intrecciano magistralmente in questo avvincente capitolo finale di una trilogia che è già diventata un mito.

Da qui inizia la recensione vera e proprio, contiene spoiler, quindi in caso non vogliate rovinarvi la sorpresa, non proseguite oltre.

Starcrossed è stato il romanzo d'esordio della Angelini e in esso si notava una certa incompletezza e inesperienza. Mentre Goddess è il libro migliore della trilogia. Gli scontri sono ben descritti e la tensione è alta durante gran parte del libro. Avevo capito già dopo poco che Helen fosse il Tiranno, ma mi è piaciuta comunque la serie di passaggi che si è susseguita per arrivare a tale scoperta. I riferimenti alla mitologia sono ben delineati e finalmente si capisce cosa nascondono tutti i personaggi, specialmente Daphne, la madre di Helen. Il finale, però, è forse un po' troppo frettoloso. Helen e Lucas non saranno mai tranquilli davvero, ma almeno potranno vivere in pace il loro intenso amore.

giovedì 5 dicembre 2013

Dreamless, Josephine Angelini- Recensione.

Ieri ho terminato Dreamless di Josephine Angelini, secondo volume della trilogia di Starcrossed.

Ritroviamo Helen, che nel frattempo è diventata la Discendente, la prescelta dagli dèi. Ogni notte si addormenta nel suo letto e raggiunge l'aldilà dove affronta prove indicibili per trovare le Furie, liberarle dalla loro ira e rompere così il ciclo di faide tra le Case. Ogni mattina si risveglia, stanchissima e provata, costretta a cominciare una nuova giornata di allenamenti. È sempre più spossata e sofferente oltre che sola, dato che Lucas ora la tiene lontana. Helen è triste e profondamente sfiduciata, quando durante una delle sue discese agli inferi si imbatte in Orione, un semi-dio bello come il sole, capace di far tremare la terra e il suo cuore. Di notte si incontrano nell'Ade e di giorno si scambiano messaggi al cellulare. Lucas impazzisce di gelosia e in lui si scatenano poteri sconosciuti: adesso è in grado di controllare totalmente la luce e di rendersi invisibile. Divisa fra l'attrazione per il nuovo pretendente e l'amore impossibile per il cugino, Helen si ritroverà a sfidare i suoi limiti per il bene dell'umanità intera.

Da qui inizia la recensione vera e proprio, contiene spoiler, quindi in caso non vogliate rovinarvi la sorpresa, non proseguite oltre.

I riferimenti alla mitologia mi sono piaciuto maggiormente rispetto a quelli del primo volume. Ho apprezzato anche l'entrata in scena degli dèi veri e propri e soprattuto la descrizione di Morfeo e del suo palazzo. In più trovo che gli Inferi siano un luogo accattivante, nonostante la loro spettralità. Il libro è inizialmente un po' lento, ma poi procede velocemente. Solo che trovo eccessivamente fastidiosi i continui riferimenti alla bellezza fisica di Helen, Orion e dei Delos. C'è tanto altro per definire una persona.
Orion ha un suo perché come personaggio e non è solo il classico belloccio. Non è male. Spero che il finale di questa trilogia non sia deludente.