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lunedì 14 marzo 2016

Principali articolazioni dell'arto inferiore.

Principali articolazioni dell'arto inferiore.

Articolazione dell'anca (coxo-femorale):
Risulta vitale nello scaricare il peso corporeo. Si tratta di un'enartrosi che si instaura tra la fossa dell'acetabolo dell'anca e la testa del femore. I capi articolari dovrebbero assicurare tutti i tipi di movimenti, flessione/estensione-abduzione/adduzione-circonduzione/rotazione, ma, tuttavia, i movimenti rotatori sono impediti dalla presenza dell'anca.
Il principale mezzo di fissità è la vasta capsula fibrosa che origina medialmente al margine dell'acetabolo fino alla linea intertrocanterica anteriormente e posteriormente fino alla metà del collo anatomico del femore.
I principali legamenti sono:
  • Legamento della testa del femore: dalla fossa dell'acetabolo fino alla fovea capitis della testa del femore. Non permette che il femore si distacchi dall'articolazione durante i movimenti.
  • Legamento ileo-femorale: dalla parte superiore del labbro dell'acetabolo verso il grande trocantere e la parte più bassa della linea intertrocanterica.
  • Legamento pubo-femorale: dal braccio ileopubico fino al piccolo trocantere del femore.
  • Legamento ischio-femorale: dalla parte ischiatica dell'anca fino alla fossa intertrocanterica.
  • Legamento zonoorbicolare: dal labbro dell'acetabolo e circonda il collo del femore.

Articolazione del ginocchio:
È di difficile classificazione. Per i capi articolari si può parlare di una condiloartrosi tra i condili del femore e le fossette sugli epicondili della tibia, ma i movimenti sono fortemente limitati alla semplice flessione/estensione, pertanto è più simile a un ginglimo angolare. Per colmare le disparità articolari ci sono i menischi, strutture fibrose, uno mediale, a forma di C, e uno laterale, di forma grossolanamente circolare. Tra la rotula (osso sesamoide) e il femore si instaura un'artrodia, che permette movimenti di scivolamento.
Il principale mezzo di fissità è la vasta capsula fibrosa che si estende dai condili del femore, posteriormente, e da sotto la rotula anteriormente, fino alla testa della tibia.
I principali legamenti sono:
  • Legamento trasverso del ginocchio: continuo del menisco mediale, si porta sulla faccia anteriore della tibia.
  • Legamento anteriore (o patellare): si tratta del tendine di inserzione del quadricipite femorale.
  • Legamento collaterale tibiale (o mediale): dal condilo mediale del femore fino al condilo mediale della tibia.
  • Legamento collaterale fibulare (o laterale): dal condilo laterale del femore fino alla testa della fibula.
  • Legamento posteriore: formato dai gusci dei condili, ispessimenti della capsula articolare a livello di ciascun condilo e dal legamento mediano, che occupa lo spazio intercondiloideo.
  • Legamento crociato anteriore: dall'eminenza intercondiloidea della tibia al condilo laterale del femore.
  • Legamento crociato posteriore: da una superficie posteriore all'eminenza intercondiloidea della tibia al condilo mediale del femore.

Articolazione tibio-tarsica:
Si tratta di un ginglimo angolare tra il mortaio tibio-fibulare e la troclea astragalea. Permette movimenti di flessione/estensione.
Il principale mezzo di fissità è la vasta capsula fibrosa che si inserisce sui bordi del mortaio tibio-fibulare e sulla superficie articolare dell'astragalo.
I principali legamenti sono:
  • Legamento tibionavicolare: dalla tibia si inserisce sulle facce dorsale e interna dello scafoide.
  • Legamento tibioastragaleo anteriore: dalla tibia si inserisce sulla faccia interna del collo dell'astragalo.
  • Legamento tibioastragaleo posteriore: dalla tibia alla faccia mediale dell'astragalo.
  • Legamento fibuloastragaleo anteriore: dal malleolo laterale alla faccia esterna dell'astragalo.
  • Legamento fibuloastragaleo posteriore: dal terzo posteriore del malleolo laterale al processo posteriore dell'astragalo.
  • Legamento fibulocalcaneale: dal malleolo laterale alla faccia esterna del calcagno.

domenica 13 marzo 2016

Principali articolazioni dell'arto superiore.

Principali articolazioni dell'arto superiore.

Articolazione della spalla (scapolo-omerale):
Si tratta di un'enartrosi che si instaura tra la cavità glenoidea della scapola (parte cava) e la testa dell'omero (a forma di semisfera). Permette tutti i tipi di movimento: flessione/estensione-abduzione/adduzione-circonduzione/rotazione.
Il principale mezzo di fissità è la vasta capsula fibrosa che si fissa sul collo anatomico dell'omero e sulla faccia più esterna del labbro glenoideo della scapola.
I principali legamenti sono:
  • Legamento gleno-omerale superiore: dalla parte superiore del labbro glenoideo fino alla piccola tuberosità dell'omero.
  • Legamento gleno-omerale mediale: dal margine mediale del labbro glenoideo fino alla radice della piccola tuberosità dell'omero.
  • Legamento gleno-omerale inferiore: dal margine inferiore del labbro glenoideo fino al collo anatomico dell'omero.
  • Legamento coraco-omerale: legamento a distanza, dal processo coracoideo della scapola fino alla grande tuberosità dell'omero.

Articolazione del gomito:
Si tratta di un'articolazione piuttosto complessa, che ne comprende tre. Una condiloartrosi che si instaura tra il condilo omerale e la fossetta del capitello del radio, che permette, a gomito flesso, movimenti di lateralità; un ginglimo angolare tra la troclea omerale e la fossetta semilunare dell'ulna, che permette movimenti di flessione ed estensione e infine un ginglimo laterale tra l'incisura radiale dell'ulna (che rappresenta il cilindro concavo) e la circonferenza articolare del radio (che rappresenta il cilindro convesso), che permette movimenti di pronazione e supinazione.
Il principale mezzo di fissità è la vasta capsula fibrosa che si estende prevalentemente sull'omero, mentre su radio e ulna ricopre solamente i capi articolare, e la membrana interossea, che si estende tra i margini mediali di ulna e radio fino all'articolazione radio-ulnare distale (un altro ginglimo angolare).
I principali legamenti sono:
  • Legamento collaterale radiale (o laterale): dall'epicondilo laterale dell'omero si divide in tre fasci. Circonda il radio per poi fissarsi sull'olecrano dell'ulna e sul processo coronoideo dell'ulna. A esso si appoggia il legamento anulare del radio, che circonda il capitello del radio.
  • Legamento collaterale ulnare (o mediale): dall'epitroclea (epicondilo mediale) si divide in tre fasci. Si estende fino al processo coronoideo dell'ulna e all'olecrano e tra entrambi.
  • Legamento quadrato: dalla base della fossa radiale ulnare fino al margine inferiore della circonferenza articolare del radio.

Articolazione radio-carpica:
Si tratta di una condiloartrosi, che permette movimenti di lateralità tra il radio e la fila prossimale del carpo. Più precisamente, tra la faccetta articolare del radio, a doppia concavità, e le faccette convesse di scafoide e semilunare. L'ulna non entra in gioco nell'articolazione perché presenta alla base un disco fibro-cartilagineo, che si articola con il pisiforme e il piramidale.
Il principale mezzo di fissità è la vasta capsula fibrosa che si estende dalla base del radio fino alla fila distale del radio.
I principali legamenti sono:
  • Legamento radio-carpico palmare: si estende dalla faccetta articolare del radio fino allo scafoide e al semilunare, per poi raggiungere anche il piramidale.
  • Legamento radio-carpico collaterale: dal processo stiloideo del radio fino al trapezio.
  • Legamento radio-carpico dorsale: formato da due fascicoli. Il primo parte dal processo stiloideo del radio fino allo scafoide, mentre il secondo parte dalla faccia dorsale del radio fino al piramidale e al semilunare.
  • Legamento collaterale ulnare del carpo: dal processo stiloideo dell'ulna fino al pisiforme e al piramidale.

sabato 12 marzo 2016

Nervi encefalici.

Nervi encefalici.

Il nevrasse è connesso alla periferia da 12 paia di nervi encefalici, indicati con i numeri romani. A differenza dei nervi spinali, che presentano tutti sia la componente sensitiva che motoria e sono pertanto misti, i nervi encefalici possono avere solo una o due componenti.
Sono esclusivamente sensitivi il I paio di nervi, il II e l'VIII.
Sono esclusivamente motori il III paio di nervi, il IV, il VI, l'XI e il XII.
Sono misti il V paio di nervi (anche se prevale la componente somatica), il VII, il IX e il X.
Originano tutti dal tronco encefalico, tranne il I paio, che origina dal telencefalo, e il II paio, che origina dal diencefalo.

Passiamo alla descrizione dei singoli nervi:
  • I paio, nervo olfattivo: esclusivamente sensitivo. Componente somato-sensitiva responsabile della sensibilità speciale, ovvero del senso dell'olfatto. L'origine reale è dalle cellule olfattive della mucosa nasale, mentre quella apparente è dal bulbo olfattivo, al quale arriva attraversando la lamina cribrosa dell'etmoide.
  • II paio, nervo ottico: esclusivamente sensitivo. Componente somato-sensitiva responsabile della sensibilità speciale, ovvero del senso della vista. L'origine reale è dalle cellule multipolari della retina, mentre quella apparente è dal chiasma ottico, al quale arrivano attraversando il foro ottico dello sfenoide. È considerato un annesso diencefalico.
  • III paio, nervo oculomotore: esclusivamente motorio. La componente motore-somatica innerva i muscoli retto superiore, retto inferiore, retto mediale, obliquo inferiore ed elevatore della palpebra superiore, tutti dell'occhio. Componente viscero-effettrice innerva i muscoli sfintere della pupilla e ciliare. L'origine reale è a livello dei nuclei principale e centrale del mesencefalo, per quanto riguarda la componente motore-somatica, mentre a per quella viscero-effettrice è dal nucleo di Edinger e Westphal, l'origine apparente è dalla faccia posteriore del mesencefalo, fra il contorno mediale del peduncolo cerebrale e la fossa interpeduncolare.
  • IV paio, nervo trocleare: esclusivamente motorio. La componente motore-somatica innerva il muscolo obliquo superiore dell'occhio. L'origine reale è nel mesencefalo, mentre quella apparente è all'altezza dei tubercoli quadrigemelli inferiori. I due nervi si portano nella cavità orbitaria attraverso la fessura orbitaria superiore.
  • V paio, nervo trigemino: misto, ma prevalentemente somatico. Si divide in tre branche, oftalmica, mascellare e mandibolare. La componente motore-somatica innerva i muscoli masticatori. La componente somato-sensitiva per la sensibilità esterocettiva di faccia, cavità nasali e cavità orale, denti, cuoio capelluto, dura madre e sensibilità propiocettiva per i muscoli masticatori, della faccia e dell’orbita. L'origine reale è dal ganglio semilunare di Gasser, mentre quella apparente è dalla faccia antero-laterale del ponte.
  • VI paio, nervo abducente: esclusivamente motore. La componente motore-somatica innerva il muscolo retto laterale dell'occhio. L'origine reale è nel nucleo somatomotore nella callotta del ponte, subito al di sotto del quarto ventricolo, mentre quella apparente è a livello del solco bulbo-pontino. Entra nell'orbita attraverso la fessura orbitaria superiore.
  • VII paio, nervo facciale: misto. Costituito dalla branca del facciale propriamente detto e dal nervo intermedio. La componente motore-somatica innerva i muscoli mimici ed elevatori dell'osso ioide. La componente viscero-effettrice innerva le ghiandole lacrimali, della mucosa nasale e del palato, sottomandibolari e sottolinguali. La componente somato-sensitiva innerva la cute dell'orecchio esterno. La componente viscero-sensitiva innerva le papille gustative anteriori. L'origine reale è nella callotta del ponte, mentre quella apparente è nel solco retrolivare.
  • VIII paio, nervo statoacustico: esclusivamente sensitivo. Costituito da due branche, quella cocleare, per gli stimoli acustici e il nervo vestibolare per gli stimoli relativi all'equilibrio statico e dinamico. Componente somato-sensitiva responsabile della sensibilità speciale, ovvero del senso dell'udito. L'origine reale è nel ganglio spirale (nervo cocleare) e nel ganglio vestibolare del meato acustico (nervo vestibolare), mentre quella apparente nel solco retrolivare.
  • IX paio, nervo glossofaringeo: misto. La componente motore-somatica innerva i muscoli della faringe. La componente viscero-effettrice innerva la parotide. La componente somato-sensitiva innerva il timpano. La componente viscero-sensitiva innerva le papille gustative posteriori, il glomo e il seno carotideo. L'origine reale è dal nucleo ambiguo (componente somatomotrice) e dal nucleo salivatorio inferiore nel midollo allungato, mentre quella apparente è dal solco laterale posteriore del midollo allungato.
  • X paio, nervo vago: misto. La componente motore somatica innerva i muscoli faringei. La componente viscero-effettrice la zona di collo, torace e addome. La componente somato-sensitivo innerva il padiglione auricolare. La componente viscero-sensitiva innerva gli organi di collo, torace e addome, il glomo e il seno aortico. L'origine reale è dal nucleo ambiguo (componente somatomotrice) e dal nucleo motore dorsale del vago nel midollo allungato, mentre quella apparente è dal solco laterale posteriore del midollo allungato.
  • XI paio, nervo accessorio: esclusivamente motorio. La componente motore-somatica innerva il muscolo sternocleidomastoideo e il muscolo trapezio. L'origine reale è dal nucleo del nervo accessorio del vago nel midollo allungato, mentre quella apparente è dal solco laterale posteriore del midollo allungato.
  • XII paio, nervo ipoglosso: esclusivamente motorio. La componente motore-somatica innerva i muscoli della lingua. L'origine reale è dal nucleo dell'ipoglosso nel midollo allungato, mentre quella apparente è dal solco laterale anteriore del midollo allungato.


venerdì 11 marzo 2016

Plesso sacrale.

Plesso sacrale.

Comprende i rami anteriori dei nervi spinali S1-S2 e parte di S3 e il tronco lombosacrale (L5 e parte di L4). Si trova nella cavità pelvica e ha la forma di un triangolo con base verso l'osso sacro e apice verso il grande forame ischiatico. È addossato alla faccia anteriore del muscolo piriforme e tramite la fascia pelvica contrae rapporti con il retto.
Dal plesso originano i seguenti nervi:
  • Nervo gluteo superiore (da L4-L5 e S1): esclusivamente motorio, innerva i muscoli medio e piccolo gluteo e il tensore della fascia lata.
  • Nervo gluteo inferiore (da L5-S1 e S2): esclusivamente motorio, innerva il muscolo grande gluteo e il tensore della fascia lata.
  • Nervo femoro-cutaneo posteriore (da S1 a S3): esclusivamente sensitivo, innerva la cute della parte inferiore della natica, il perineo e la regione posteriore della coscia.
  • Nervo ischiatico, o sciatico, (da L4 a S3): la componente motoria innerva i muscoli posteriori della coscia, mentre quella sensitiva innerva la cute della regione posteriore della coscia.
  • Nervo peroniero comune (da L4 a S2): la componente motoria innerva il capo breve del bicipite femorale, i muscoli peronieri, il tibiale anteriore e gli estensori del piede, mentre la componente sensitiva innerva la cute della regione antero-laterale della gamba e dorsale del piede.
  • Nervo tibiale (da L4 a S3): la componente motoria innerva i muscoli posteriori della gamba e la pianta del piede, mentre quella sensitiva innerva la cute della regione posteriore della gamba e la regione plantare del piede.
  • Nervo pudendo (rami anteriore da S2 a S4): fornisce rami per gli organi genitali, la parte terminale dell'intestino e le vie urinarie e per la cute del perineo.

giovedì 10 marzo 2016

Plesso lombare.

Plesso lombare.

Comprende i rami anteriori dei nervi spinali da L1 a L3 e parte di L4, con partecipazione di T12. Ogni ramo anteriore si divide in tre rami: due periferici e uno anastomotico per il nervo sottostante. È contenuto nel muscolo grande psoas, di forma triangolare, con base rivolta verso la colonna vertebrale e apice rivolto verso il basso.
Dal plesso originano i seguenti nervi:
  • Nervo ileoipogastrico (da L1): la componente motoria innerva i muscoli larghi dell'addome, il muscolo retto dell'addome e il muscolo piramidale, mentre quella sensitiva, innerva la cute della regione ipogastrica, la natica e i genitali esterni.
  • Nervo ileoinguinale (da L1): la componente motoria innerva i muscoli obliquo esterno, interno e trasverso dell'addome, mentre quella sensitiva, innerva la cute della regione ipogastrica, la natica, i genitali esterni e la faccia mediale della coscia.
  • Nervo genitofemorale (da L1 e L2): la componente motoria innerva il muscolo cremastere, mentre quella sensitiva, innerva la cute dei genitali esterni e la parte anterosuperiore della coscia.
  • Nervo cutaneo laterale della coscia (da L2 e L3): esclusivamente sensitivo, innerva la cute laterale della coscia e parte della cute della natica.
  • Nervo femorale (da L1 a L4): la radice superiore origina dall'ansa anastomotica fra L2 e L3, la radice media da L3 e la radice inferiore da L4. La componente muscolare innerva il muscolo ileopsoas, i muscoli anteriori della coscia e parte dei mediali, mentre quella sensitiva innerva la regione anteromediale della coscia e della gamba e la regione dorsomediale del piede.
  • Nervo otturatorio (da L2 a L4): la radice superiore origina dall'ansa anastomotica fra L2 e L3, la radice media da L3 e la radice inferiore da L4. La componente motoria innerva il muscolo otturatorio esterno e la loggia mediale della coscia, tranne il pettineo, mentre la componente sensitiva innerva la cute della metà inferiore della faccia mediale della coscia, le articolazioni di anca e ginocchio e la regione cutanea anterolaterale di ginocchio, gamba e piede.

mercoledì 9 marzo 2016

Plesso brachiale.

Plesso brachiale.

Comprende i rami anteriori dei nervi spinali da C5 a C8, compreso inoltre T1, e rami anastomotici da C4 e T2. Si trova alla base del collo, nel “triangolo degli scaleni”, regione anatomica delimitata dai muscoli scaleno anteriore, medio e posteriore.
I rami anteriori si uniscono a formare i tronchi primari:
  • Tronco primario superiore: rami anteriori di C5 e C6, contributo ramo anastomotico discendente di C4.
  • Tronco primario medio: continuazione diretta del ramo anteriore di C7.
  • Tronco primario inferiore: rami anteriori di C8 e T1, con contributo del ramo anastomotico ascendente di T2.
I tronchi primari si dividono in un ramo anteriore e uno posteriore e, dall'unione di questi, si formano i tronchi secondari, denominati in base alla loro posizione rispetto all'ascella:
  • Tronco secondario posteriore: dai rami posteriori di tutti e tre i tronchi primari.
  • Tronco secondario mediale: continuazione diretta del ramo anteriore del tronco primario inferiore.
  • Tronco secondario laterale: dai rami anteriori del tronchi primari medio e superiore.
Dal plesso originano i seguenti nervi:
  • Nervo muscolo-cutaneo: origina dal tronco secondario laterale. La componente motoria innerva i muscoli anteriori del braccio, mentre quella sensitiva, cutanea, la regione dorsale di braccio, avambraccio e mano.
  • Nervo radiale: origina dal tronco secondario posteriore. La componente motoria innerva i muscoli posteriori di braccio e avambraccio e anche i muscoli laterali dell'avambraccio, mentre quella sensitiva, cutanea, la regione dorsale di braccio, avambraccio e mano.
  • Nervo ulnare: origina dal tronco secondario mediale. La componente motoria innerva i muscoli flessori di avambraccio e mano, mentre quella sensitiva, cutanea, la regione anteriore e posteriore della mano (parte ulnare), il V dito e la metà del IV dito.
  • Nervo ascellare: origina dal tronco secondario posteriore. La componente muscolare innerva il deltoide e l'articolazione scapolo-omerale, mentre quella sensitiva, cutanea, la regione deltoidea.
  • Nervo mediano: origina dai tronchi secondari laterale e mediale. La componente motoria innerva i muscoli flessori dell'avambraccio e della mano, mentre quella sensitiva, cutanea, la regione anteriore del polso, del palmo della mano (parte radiale), la faccia palmare delle prime tre dita e la metà radiale del IV dito.
  • Nervo cutaneo mediale del braccio: origina dal ramo inferiore del tronco secondario mediale. È esclusivamente sensitivo e innerva la regione cutanea dell'ascella e la faccia mediale del braccio.
  • Nervo cutaneo mediale dell'avambraccio: origina dal ramo inferiore del tronco secondario mediale. È esclusivamente sensitivo e innerva la regione cutanea della faccia mediale dell'avambraccio.

martedì 8 marzo 2016

Plesso cervicale.

Plesso cervicale.

Comprende i rami anteriori dei nervi spinali da C1 a C4, più un'anastomosi con C5. Ogni ramo si divide in un ramo ascendente e uno discendente. Il ramo discendente di C1 si unisce al ramo ascendente di C2 e forma l'ansa cervicale superiore, o atlantoidea; C2 e C3 formano l'ansa cervicale media o epistrofeica, mentre il ramo discendente di C4 si anastomizza con il ramo anteriore di C5 formando l'ansa cervicale inferiore.
Entra in rapporto medialmente con il fascio vascolo-nervoso del collo. Si trova profondamente nel collo, davanti ai processi trasversi delle vertebre cervicali, occupa l'interstizio delimitato dal muscolo scaleno anteriore e dai muscoli lunghi del collo e della testa, anteromedialmente, e dai muscoli splenio del collo, scaleno medio ed elevatore della scapola posterolateralmente.

Dal plesso originano i seguenti nervi:
  • Nervo del muscolo sternocleidomastoideo (da C3): motorio, innerva lo sternocleidomastoideo e il trapezio.
  • Nervo del muscolo trapezio (da C3 e C4): motorio, innerva il muscolo trapezio.
  • Nervo cervicale discendente (da C2 e C3): motorio, innerva i muscoli sottoioidei.
  • Nervo frenico (da C3-C4 e C5): la componente motoria innerva il diaframma, mentre quella sensitiva ha fibre per il pericardio e le pleure polmonari.
  • Nervo piccolo occipitale (da C2-C3): sensitivo, cutaneo, innerva la regione occipitale.
  • Nervo grande auricolare (da C3): sensitivo, cutaneo, innerva il padiglione auricolare, la regione mastoidea e quella temporale.
  • Nervo trasverso del collo (da C3): sensitivo, cutaneo, innerva la regione sopraioidea e sottoioidea.
  • Nervo sopraclavicolare (da C3 e C4): sensitivo, cutaneo, innerva la fossa clavicolare, parte laterale del collo e la parete anteriore del torace fino alla IV costa.

lunedì 7 marzo 2016

Muscoli della gamba.

Muscoli della gamba.

Anteriori:

Tibiale anteriore:
  • Origine: faccia laterale della tibia. Membrana interossea.
  • Inserzione: superficie mediale dell'osso cuneiforme mediale. Base del primo osso metatarsale.
  • Innervazione: nervo peroniero profondo.
  • Azione: flette dorsalmente il piede e ne permette l'inversione.

Peroniero terzo:
  • Origine: metà inferiore della faccia mediale della fibula. Membrana interossea.
  • Inserzione: faccia dorsale del quinto osso metatarsale.
  • Innervazione: nervo peroniero profondo.
  • Azione: flette dorsalmente il piede e ne permette l'eversione.

Estensore lungo delle dita:
  • Origine: condilo laterale della tibia. Membrana interossea. Testa e margine anteriore della fibula.
  • Inserzione: base della falange media (dal 2° al 5° dito). Base della falange distale (dal 2° al 5° dito).
  • Innervazione: nervo peroniero profondo.
  • Azione: flette dorsalmente le ultime quattro dita del piede, partecipa alla flessione dorsale del piede e all'eversione.

Estensore lungo dell'alluce:
  • Origine: 1/3 medio della faccia mediale della fibula. Membrana interossea.
  • Inserzione: superficie dorsale della base della falange distale dell'alluce.
  • Innervazione: nervo peroniero profondo.
  • Azione: flette dorsalmente l'alluce e partecipa alla flessione dorsale del piede.

Laterali:

Peroniero lungo:
  • Origine: testa e faccia laterale della fibula.
  • Inserzione: cuneiforme mediale. Tuberosità del 1° osso metatarsale.
  • Innervazione: nervo peroniero superficiale.
  • Azione: azione di eversione e di flessione plantare del piede.

Peroniero breve:
  • Origine: 1/3 medio della faccia laterale della fibula.
  • Inserzione: tuberosità del 5° metatarsale.
  • Innervazione: nervo peroniero superficiale.
  • Azione: contribuisce all'eversione del piede.

Posteriori:

Superficiali:

Tricipite della sura:
  • Origine: epicondilo e superficie posteriore del condilo mediale del femore. (capo mediale del gastrocnemio). Epicondilo e superficie posteriore del condilo laterale del femore (capo laterale del gastrocnemio). Testa e faccia posteriore della fibula. (soleo).
  • Inserzione: tuberosità del calcagno. (mediante tendine di Achille).
  • Innervazione: nervo tibiale.
  • Azione: flette plantarmente il piede e ne determina l'inversione. Mediante i capi del gastrocnemio flette la gamba sulla coscia. A piede fisso al suolo estende la gamba sul piede e interviene nel mantenimento della postura e nella deambulazione.

Plantare:
  • Origine: condilo laterale del femore. Faccia posteriore della capsula articolare del ginocchio.
  • Inserzione: parte mediale della faccia posteriore del calcagno.
  • Innervazione: nervo tibiale.
  • Azione: partecipa all'azione del tricipite della sura.

Profondi:

Popliteo:
  • Origine: epicondilo laterale del femore. Faccia posteriore della capsula articolare del ginocchio.
  • Inserzione: faccia posteriore della tibia.
  • Innervazione: nervo tibiale.
  • Azione: flette la gamba sulla coscia e la intraruota.

Flessore lungo dell'alluce:
  • Origine: 2/3 inferiori della faccia posteriore della fibula. Membrana interossea. Setto intermuscolare posteriore.
  • Inserzione: superficie plantare della base della falange distale dell'alluce.
  • Innervazione: nervo tibiale.
  • Azione: flette l'alluce, collabora nella flessione delle altre dita, nella flessione plantare e nell'inversione del piede.

Tibiale posteriore:
  • Origine: faccia posteriore della tibia. Membrana interossea. Faccia mediale della fibula.
  • Inserzione: tuberosità del navicolare. Superficie plantare dei tre cuneiformi.
  • Innervazione: nervo tibiale.
  • Azione: flette plantarmente il piede e ne determina l'inversione. Partecipa al mantenimento della stazione eretta e alla deambulazione.

Flessore lungo delle dita:
  • Origine: faccia posteriore della tibia.
  • Inserzione: superfici plantari delle basi delle falangi distali (dal 2° al 5° dito).
  • Innervazione: nervo tibiale.
  • Azione: flette le ultime quattro dita e, successivamente, flette plantarmente il piede e ne determina l'inversione.

domenica 6 marzo 2016

Muscoli della coscia.

Muscoli della coscia.

Anteriori:

Sartorio:
  • Origine: spina iliaca anteriore superiore.
  • Inserzione:estremità superiore della faccia mediale della tibia.
  • Innervazione: nervo femorale.
  • Azione: flette la gamba sulla coscia e la coscia sul bacino. Adduce ed extraruota la coscia. L'insieme di questo movimento permette l'accavallamento degli arti inferiori, posizione tipica dei sarti, per questo il muscolo è chiamato sartorio.

Tensore della fascia lata:
  • Origine: spina iliaca anteriore superiore.
  • Inserzione: condilo laterale della tibia.
  • Innervazione: nervo gluteo superiore.
  • Azione: tende la fascia lata, flette e abduce la coscia. Estende la gamba sulla coscia.

Quadricipite femorale:
  • Origine: spina iliaca anteriore inferiore/ contorno superficiale dell'acetabolo. (retto del femore). Faccia laterale del grande trocantere/ labbro laterale della linea aspra (vasto laterale). Collo anatomico del femore/ labbro mediale della linea aspra (vasto mediale). ¾ prossimali delle facce anteriori e laterali del corpo del femore/ labbro laterale della linea aspra (vasto intermedio).
  • Inserzione: i tendini dei quattro capi si uniscono al livello della patella, per poi inserirsi sulla tuberosità tibiale.
  • Innervazione: nervo femorale.
  • Azione: uno dei muscoli più importanti per il mantenimento della stazione eretta e per la deambulazione. Estende la gamba sulla coscia e, con il retto del femore, unico capo bi-articolare, flette la coscia sul bacino.

Mediali:

Gracile:
  • Origine: faccia anteriore del ramo ischiopubico.
  • Inserzione: parte superficiale della faccia mediale della tibia.
  • Innervazione: nervo otturatorio.
  • Azione: adduce la coscia, flette e intraruota la gamba.

Pettineo:
  • Origine: cresta pettinea dell'eminenza ileopubica.
  • Inserzione: linea pettinea del femore.
  • Innervazione: nervo femorale.
  • Azione: adduce, flette ed extraruota la coscia.

Adduttore lungo:
  • Origine: ramo superficiale del pube.
  • Inserzione: labbro mediale della linea aspra del femore.
  • Innervazione: nervo otturatorio.
  • Azione: adduce, flette ed extraruota la coscia.

Adduttore breve:
  • Origine: faccia anteriore del ramo superficiale del pube.
  • Inserzione: 1/3 superiore del labbro mediale della linea aspra del femore.
  • Innervazione: nervo otturatorio.
  • Azione: adduce, flette ed extraruota la coscia.

Grande adduttore:
  • Origine: faccia anteriore del ramo ischiopubico. Tuberosità ischiatica.
  • Inserzione: 2/3 distali del labbro mediale della linea aspra del femore.
  • Innervazione: nervo otturatorio e nervo tibiale.
  • Azione: adduce ed extraruota la coscia e contribuisce a mantenere la stazione eretta.

Posteriori:

Bicipite femorale:
  • Origine: Tuberosità ischiatica. (capo lungo). 1/3 medio del labbro laterale della linea aspra del femore. (capo breve).
  • Inserzione: testa della fibula. Condilo laterale della tibia.
  • Innervazione: nervo tibiale (capo lungo), nervo peroniero (capo breve).
  • Azione: estende la coscia sulla gamba, flette la gamba sulla coscia e la extraruota.

Semitendinoso:
  • Origine: Tuberosità ischiatica.
  • Inserzione: parte superiore della faccia mediale della tibia.
  • Innervazione: nervo tibiale.
  • Azione: estende la coscia sul bacino, flette la gamba sulla coscia e la intraruota.

Semimembranoso:
  • Origine: Tuberosità ischiatica.
  • Inserzione: condilo mediale della tibia. Condilo laterale del femore. Fascia del muscolo popliteo.
  • Innervazione: nervo tibiale.
  • Azione: estende la coscia sul bacino, flette la gamba sulla coscia e la intraruota.

sabato 5 marzo 2016

Muscoli dell'anca.

Muscoli dell'anca.

Interni:

Ileopsoas:
  • Origine: arcate fibrose delle vertebre t12-l4 (muscolo grande psoas). 2/3 superiori della fossa iliaca (muscolo iliaco)
  • Inserzione: piccolo trocantere del femore.
  • Innervazione: plesso lombare.
  • Azione: flette, adduce ed extraruota la coscia. Se prende punto fisso sul femore flette il tronco e lo inclina dal proprio lato.

Piccolo psoas:
  • Origine: corpi di t12/l1 e disco interposto.
  • Inserzione: eminenza ileopubica e fascia iliaca.
  • Innervazione: plesso lombare
  • Azione: tende la fascia iliaca e partecipa alla flessione del tronco.

Esterni:

Grande gluteo:
  • Origine: cresta iliaca/linea glutea. Fascia toracolombare. Superfici laterali del sacro e del coccige.
  • Inserzione: tuberosità glutea del femore, tratto ileotibiale.
  • Innervazione: nervo gluteo inferiore.
  • Azione: estende ed extraruota la coscia. Se prende punto fisso sul femore, estende il bacino e partecipa al mantenimento della stazione eretta e alla deambulazione.

Medio gluteo:
  • Origine: fascia glutea, cresta iliaca, spina iliaca anteriore superiore, regione compresa tra le linee glutee anteriore e posteriore.
  • Inserzione: faccia esterna del grande trocantere del femore.
  • Innervazione: nervo gluteo superiore.
  • Azione: abduce la coscia. Con i fasci anteriore la intraruota, mentre con quelli posteriori la extraruota. Se prende punto fisso sul femore, estende e inclina lateralmente il bacino.

Piccolo gluteo:
  • Origine: cresta iliaca, regione compresa tra le linee glutee anteriore e inferiore.
  • Inserzione: margine anteriore del grande trocantere del femore.
  • Innervazione: nervo gluteo superiore.
  • Azione: abduce e intraruota la coscia. Se prende punto fisso sul femore estende il bacino e lo inclina dal proprio lato.

Piriforme:
  • Origine: faccia pelvica dell'osso sacro, margine della grande incisura ischiatica.
  • Inserzione: estremità superiore della superficie interna del grande trocantere del femore.
  • Innervazione: plesso sacrale.
  • Azione: extraruota e abduce il femore. Stabilizza l'articolazione dell'anca.

Otturatorio esterno:
  • Origine: superficie esterna del foro otturatorio.
  • Inserzione: fossa trocanterica.
  • Innervazione: nervo otturatorio.
  • Azione: extraruota la coscia e stabilizza l'articolazione dell'anca.

Otturatorio interno:
  • Origine: margine interno del foro otturatorio. Superficie ossea tra foro otturatorio e grande incisura ischiatica.
  • Inserzione: fossa trocanterica.
  • Innervazione: nervo otturatorio interno.
  • Azione: ruota lateralmente la coscia e stabilizza l'articolazione dell'anca.

Gemello superiore:
  • Origine: margine inferiore della spina ischiatica.
  • Inserzione: fossa trocanterica.
  • Innervazione: collaterali del plesso sacrale.
  • Azione: extraruota la coscia e stabilizza l'articolazione dell'anca.

Gemello inferiore:
  • Origine: tuberosità ischiatica.
  • Inserzione: fossa trocanterica.
  • Innervazione: collaterali del plesso sacrale.
  • Azione: extraruota la coscia e stabilizza l'articolazione dell'anca.

Quadrato del femore:
  • Origine: faccia esterna della tuberosità ischiatica.
  • Inserzione: base del grande trocantere. Cresta intertrocanterica.
  • Innervazione: collaterali del plesso sacrale.
  • Azione: extraruota la coscia e stabilizza l'articolazione dell'anca.

venerdì 4 marzo 2016

Muscoli dell'avambraccio.

Muscoli dell'avambraccio.

Anteriori:

Primo strato:

Pronatore rotondo:
  • Origine: epitroclea (capo omerale). Processo coronoideo dell'ulna. (capo ulnare).
  • Inserzione: metà della faccia laterale del radio.
  • Innervazione: nervo mediano.
  • Azione: prona l'avambraccio e, a pronazione completa, lo flette.

Palmare lungo:
  • Origine: epitroclea e fascia antibrachiale.
  • Inserzione: aponeurosi palmare.
  • Innervazione: nervo mediano.
  • Azione: tende l'aponeurosi palmare e flette la mano sull'avambraccio.

Flessore radiale del carpo:
  • Origine: epitroclea e fascia antibrachiale.
  • Inserzione: base secondo osso metacarpale.
  • Innervazione: nervo mediano.
  • Azione: flette e adduce la mano. Flette e contribuisce a pronare l'avambraccio.

Flessore ulnare del carpo:
  • Origine: epitroclea e fascia antibrachiale (capo omerale). Margine mediale dell'olecrano e 2/3 superiori del margine posteriore dell'ulna.
  • Inserzione: osso pisiforme, uncinato e quinto osso metacarpale.
  • Innervazione: nervo ulnare.
  • Azione: flette e adduce la mano e contribuisce a supinare la mano pronata.

Secondo strato:

Flessore superficiale delle dita:
  • Origine: epitroclea e processo coronoideo dell'ulna. (capo omero-ulnare). Parte prossimale faccia anteriore del radio. (capo radiale).
  • Inserzione: parte laterale della faccia palmare delle falangi medie. (dal 2° al 5° dito)
  • Innervazione: nervo mediano.
  • Azione: flette le falangi medie dal 2° al 5° dito. Ultimata la flessione delle dita, può flettere la mano sull'avambraccio.

Terzo strato:

Flessore profondo delle dita:
  • Origine: 2/3 superiori facce anteriore e mediale dell'ulna, membrana interossea, margine interosseo del radio, sotto la tuberosità.
  • Inserzione: faccia palmare delle falangi distali. (dal 2° al 5° dito).
  • Innervazione: nervo mediano e ulnare.
  • Azione: flette le falangi distali dal 2° al 5° dito. Coopera alla flessione delle altre falangi e alla flessione della mano.

Flessore lungo del pollice:
  • Origine: 2/3 prossimali faccia anteriore del radio, membrana interossea, processo coronoideo dell'ulna.
  • Inserzione: faccia palmare falange distale del pollice.
  • Innervazione: nervo mediano.
  • Azione: flette la falange distale del pollice.

Quarto strato:

Pronatore quadrato:
  • Origine: faccia e margine anteriore del ¼ distale dell'ulna
  • Inserzione: faccia e margine anteriore del ¼ distale del radio.
  • Innervazione: nervo mediano.
  • Azione: prona l'avambraccio.
Laterali:

Brachioradiale:
  • Origine: epicondilo laterale dell'omero e cresta sopracondiloidea laterale.
  • Inserzione: processo stiloideo del radio.
  • Innervazione: nervo radiale.
  • Azione: flette l'avambraccio sul braccio e lo mantiene in una posizione intermedia tra pronazione e supinazione.

Estensore radiale lungo del carpo:
  • Origine: epicondilo laterale dell'omero e cresta sopracondiloidea laterale, al di sotto del brachioradiale.
  • Inserzione: faccia dorsale della base del secondo osso metacarpale.
  • Innervazione: nervo radiale.
  • Azione: estende e abduce la mano.

Estensore radiale breve del carpo:
  • Origine: epicondilo laterale dell'omero, fascia antibrachiale e capsula articolare del gomito.
  • Inserzione: faccia dorsale della base del terzo osso metacarpale
  • Innervazione: nervo radiale.
  • Azione: estende e abduce la mano.

Posteriori:

Strato superficiale:

Estensore delle dita:
  • Origine: epicondilo laterale dell'omero e fascia antibrachiale.
  • Inserzione: faccia dorsale della base delle falangi medie (dal 2° al 5° dito). Base delle falangi distali. (dal 2° al 5° dito).
  • Innervazione: nervo radiale.
  • Azione: estende le ultime quattro dita e coopera all'estensione della mano sull'avambraccio.

Estensore ulnare del carpo:
  • Origine: epicondilo laterale dell'omero, fascia antibrachiale, margine posteriore dell'ulna.
  • Inserzione: faccia mediale della base del quinto osso metacarpale.
  • Innervazione: nervo radiale.
  • Azione: estende e abduce la mano.

Estensore del mignolo:
  • Origine: faccia posteriore dell'epicondilo laterale dell'omero e fascia antibrachiale.
  • Inserzione: quinto osso metacarpale.
  • Innervazione: nervo radiale.
  • Azione: estende il mignolo anche indipendentemente dalle altre dita.

Strato profondo:

Supinatore:
  • Origine: epicondilo laterale, faccia posteriore dell'ulna.
  • Inserzione: faccia anteriore e laterale del radio.
  • Innervazione: nervo radiale.
  • Azione: supina l'avambraccio.

Abduttore lungo del pollice:
  • Origine: faccia posteriore di ulna e radio, membrana interossea.
  • Inserzione: superficie laterale della base del primo osso metacarpale.
  • Innervazione: nervo radiale.
  • Azione: abduce il pollice e la mano.

Estensore breve del pollice:
  • Origine: faccia posteriore del radio e membrana interossea.
  • Inserzione: faccia dorsale della base della falange prossimale del pollice.
  • Innervazione: nervo radiale.
  • Azione: estende la falange prossimale del pollice e abduce il pollice.

Estensore lungo del pollice:
  • Origine: 1/3 medio della faccia posteriore dell'ulna e membrana interossea.
  • Inserzione: faccia dorsale della base della falange distale del pollice.
  • Innervazione: nervo radiale.
  • Azione: estende la falange distale del pollice e abduce il pollice.

Estensore dell'indice:
  • Origine: faccia dorsale dell'ulna e membrana interossea.
  • Inserzione: tendine per il muscolo estensore delle dita.
  • Innervazione: nervo radiale.
  • Azione: estende l'indice anche indipendentemente dalle altre dita.

giovedì 3 marzo 2016

Muscoli del braccio.

Muscoli del braccio.

Anteriori:

Bicipite brachiale:
  • Origine: tubercolo sopraglenoideo della scapola (capo lungo). Processo coracoideo della scapola (capo breve).
  • Inserzione: tuberosità del radio.
  • Innervazione: nervo muscolo-cutaneo.
  • Azione: muscolo bi-articolare. Flette il braccio con entrambi i capi, lo abduce col capo lungo e lo adduce col capo breve. Flette inoltre l'avambraccio sul braccio e, ad avambraccio prono, contribuisce alla supinazione.

Coracobrachiale:
  • Origine: processo coracoideo della scapola.
  • Inserzione: 1/3 medio faccia anteromediale del corpo omero.
  • Innervazione: nervo muscolo-cutaneo.
  • Azione: flette e adduce l'omero.

Brachiale:
  • Origine: flette faccia anteromediale e anterolaterale del corpo dell'omero, al di sotto della tuberosità deltoidea.
  • Inserzione: tuberosità dell'ulna.
  • Innervazione: nervo muscolo-cutaneo.
  • Azione: flette l'avambraccio.

Posteriori:

Tricipite brachiale:
  • Origine: tubercolo sottoglenoideo della scapola (capo lungo). Faccia posteriore dell'omero, sopra il solco per il nervo radiale. (capo laterale). Faccia posteriore dell'omero, sotto il solco per il nervo radiale.(capo breve).
  • Inserzione: olecrano dell'ulna.
  • Innervazione: nervo radiale.
  • Azione: muscolo bi-articolare. Estende e adduce l'omero ed estende l'avambraccio.

Anconeo:
  • Origine: epitroclea.
  • Inserzione: margine laterale dell'olecrano dell'ulna.
  • Innervazione: nervo radiale.
  • Azione: debole azione estensoria dell'avambraccio.

mercoledì 2 marzo 2016

Muscoli della spalla.

Muscoli della spalla.
Deltoide:
  • Origine: 1/3 laterale margine anteriore della clavicola. Apice margine laterale dell'acromion. Margine posteriore della spina della scapola.
  • Inserzione: tuberosità deltoidea dell'omero.
  • Innervazione: nervo ascellare.
  • Azione: abduce l'omero fino a 90°, le fibre anteriore permettono la flessione dell'omero, mentre quelle posteriore l'estensione dell'omero. Se prende punto fisso sull'omero solleva il tronco come nell'atto dell'arrampicarsi.

Sottoscapolare:
  • Origine: fossa sottoscapolare.
  • Inserzione: tubercolo minore dell'omero.
  • Innervazione: nervi sottoscapolari.
  • Azione: adduce e intraruota l'omero, inoltre stabilizza la capsula articolare della scapola.

Sopraspinato:
  • Origine: 2/3 mediali della fossa sopraspinata.
  • Inserzione: faccetta superiore del tubercolo maggiore dell'omero.
  • Innervazione: nervo soprascapolare.
  • Azione: abduce ed extraruota l'omero, inoltre stabilizza la capsula articolare della scapola.

Infraspinato:
  • Origine: fossa infraspinata.
  • Inserzione: faccetta media del tubercolo maggiore dell'omero.
  • Innervazione: nervo soprascapolare.
  • Azione: extraruota l'omero, inoltre stabilizza la capsula articolare della scapola.

Piccolo rotondo:
  • Origine: margine laterale e faccia posteriore della scapola.
  • Inserzione: faccetta inferiore del tubercolo maggiore dell'omero.
  • Innervazione: nervo ascellare.
  • Azione: abduce, estende ed extraruota l'omero, inoltre stabilizza la capsula articolare della scapola.

Grande rotondo:
  • Origine: margine laterale (estremità inferiore) e faccia posteriore della scapola.
  • Inserzione: cresta del tubercolo minore dell'omero e solco intertubercolare.
  • Innervazione: nervo toracodorsale.
  • Azione: adduce, estende e intraruota l'omero.

I muscoli sottoscapolare, sovraspinato, infraspinato e piccolo rotondo formano quella che viene definita “cuffia dei rotatori”.