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mercoledì 10 ottobre 2018

Sierra Burgess è una sfigata, film Netflix- Recensione

Ha debuttato, lo scorso 7 settembre, sulla piattaforma Netflix il film Sierra Burgess è una sfigata che si presenta come una rivisitazione moderna di Cirano De Bergerac e, sotto quasi tutti i punti di vista, ci riesce piuttosto bene.

Protagonista della pellicola è, appunto, l'adolescente Sierra Burgess (l'amatissima Barb di Stranger Things) vittima di bullismo per il suo aspetto fisico e ottima studentessa che, però, a parte questo, si definisce soltanto "una sfigata". Tutto cambia, per Sierra, quando la perfida cheerleader Veronica (Kristine Froseth) dà il numero della ragazza a Jamey (Noah Centineo, Dallas di Austin e Ally e protagonista del film Netflix Tutte le volte che ho scritto ti amo) che si mostra interessato a lei. Da quel momento in poi Sierra e Jamey continuano a scambiarsi messaggi sempre più dolci e personali, ma, tuttavia, il ragazzo è convinto di star conoscendo Veronica. Le due ragazze, quindi, decidono di scambiarsi un favore e di continuare la messa in scena. Ciò le porta a diventare sempre più amiche e conoscere le realtà familiari l'una dell'altra.

Visto come rivisitazione del grande classico francese, il film ha un suo senso ed è piuttosto simile come idea, tuttavia, sembra che, ultimamente, a Netflix stiano piacendo (sulla scia di Insatiable, seppur in una maniera più soft) le trame in cui le persone bullizzate si sentono in diritto di fare qualsiasi cosa sbagliata, giustificate dal fatto di aver sofferto in prima persona. Sicuramente alla fine Sierra si pente, ma tutto ciò che è stato fatto a Jamey e a Veronica (e che la stessa Veronica ha fatto a sua volta) vengono liquidati come se nulla fosse, in nome, solamente, di questa sofferenza passata. Un film che può piacere alle adolescenti più giovani, ma, che, non trasmette nel modo giusto il proprio messaggio e potrebbe, pertanto, non essere totalmente adatto a loro.

martedì 9 ottobre 2018

Tutte le volte che ho scritto ti amo, film Netflix- Recensione

Lo scorso 17 agosto è stato rilasciato, sulla piattaforma Netflix, il film Tutte le volte che ho scritto ti amo.

La protagonista della pellicola è la sedicenne Lara Jean (Lana Condor, al suo primo ruolo da protagonista), orfana di madre sin da bambina, che vive con il padre ginecologo (John Corbett, protagonista delle varie pellicole della serie Il mio grosso grasso matrimonio greco e interesse amoroso di Sarah Jessica Parker in Sex and the city) e le due sorelle, la maggiore, Margot (Janel Parrish, la Mona Vanderwaal di Pretty little liars), e la più piccola, Katherin, detta Kitty. Lara Jean conduce una vita abbastanza normale, è brava a scuola, ma non le interessa più di tanto essere popolare e le piace passare il suo tempo con la sua migliore amica, Christine, "Chris", cugina Gen, una volta anche lei sua amica, ma che però ora la tratta sempre in malo modo. Lara Jean ha però un segreto, ovvero conserva 5 lettere, ciascuna delle quali è indirizzata a un ragazzo diverso, verso il quale ha provato dei sentimenti forti nell'arco della sua vita. La sua vita cambia quando i destinatari delle lettere ricevono, non si sa come, le loro missive, dal momento che, ad averle, sono anche Josh (Israel Broussard, tra i protagonisti di Bling Ring), migliore amico e vicino di casa di Lara Jean e anche ex fidanzato di sua sorella Margot, e Peter (Noah Centineo, Dallas in Austin e Ally e tra i protagonisti di un altro film Netflix, Sierra Burgess è una sfigata) fidanzato di Gen.

Dal trailer, il film sembrava avere una sua particolarità, essere diverso da tutti gli altri. Sembrava che Lara Jean avrebbe sconvolto i suoi equilibri per decidere chi sarebbe stato il suo compagno tra i 5 ragazzi che le avevano rubato il cuore, che si erano, grazie alle lettere, improvvisamente accorti di lei. Tuttavia, la pellicola si mostra poi uno dei classici film per adolescenti, durante i quali i due protagonisti (con alle spalle situazioni familiari problematiche) fingono una relazione per far ingelosire gli altri e magari aumentare la propria popolarità, fino, poi, a provare dei sentimenti veri. Sicuramente un film leggero e piacevole, da guardare in una serata in cui si cerca di passare il tempo con una produzione non impegnativa, ma niente di veramente originale, come magari, fino ad ora, ci aveva abituati Netflix.

giovedì 16 agosto 2018

Insatiable, la controversa serie tv Netflix- Recensione



Lo scorso 10 agosto ha debuttato, sulla piattaforma Netflix, la prima stagione della serie tv, composta da 12 puntate, Insatiable. Raramente è capitato che si chiedesse di chiudere una serie già prima della sua messa in onda, ma questo è ciò che è successo a Insatiable. Sono state più di 100000 le firme raccolte su Change.org per evitarne la messa in onda, accusandola di fat-shaming, bullismo ai danni di persone con problemi di peso, ma, nonostante ciò, la serie è stata caricata ugualmente e non poteva, pertanto, non attirare l'attenzione.
Il telefilm ha un cast importante, partendo da Debby Ryan, stellina di Disney Channel per le serie Zack e Cody e Jessie e il film tv 16 desideri, seguita da Dallas Roberts (The Good Wife e The Walking Dead, in uno dei suoi primi ruoli da protagonista), Alyssa Milano (Phoebe di Streghe) e Christopher Gorham (Popular, Ugly Betty e, più di recente, 2 Broke Girls).
La serie segue le vicende di Patty Bladel (Debby Ryan) un'adolescente che per anni è stata vittima di bullismo a causa del suo peso e che, in seguito alla frattura della mandibola, dovuta a uno scontro con un senzatetto, perde 30 kili non potendo assumere cibo solido per 3 mesi e si rende conto di poter utilizzare il suo aspetto piacente a suo vantaggio. La sua storia si intreccia con quella del suo avvocato, Bob Armstrong (Dallas Roberts), appassionato da sempre di concorsi di bellezza, sposato con Coralee (Alyssa Milano) e acerrimo nemico di Bob Barnard (Christopher Gorham), padre di Magnolia, reginetta indiscussa di tutti i concorsi di bellezza e con, apparentemente, una vita perfetta.
Le puntate hanno un andamento piuttosto incalzante, che incuriosisce lo spettatore (l'ho guardata tutta in circa un giorno e mezzo) e, ovviamente, non è scevra da critiche, che però non sono quelle mosse nella petizione. Lo show sembra virare sempre sull'importanza di un aspetto fisico attraente, ma viene ripetuto più volte che non è quella la cosa più importante, se poi non si è delle belle persone all'interno. Tuttavia, la serie presenta comunque numerosi stereotipi, come alcune battute infelici sulla comunità LGBT, o sulla religione. A un certo punto le cose che accadono sembrano non avere più senso e il tutto diventa fuori controllo, come se qualsiasi cosa che possa accadere nella vita, succeda ai due protagonisti. Sicuramente non una delle migliori serie tv prodotte nell'ultimo periodo, specialmente da Netflix che ha abituato più che bene il suo pubblico, ma neanche così peggiore di altre prodotte e acclamate negli ultimi anni. Un telefilm mediocre, che sta in una sorta di limbo, che può risultare godibile per chi cerca qualcosa di poco impegnativo da guardare per qualche pomeriggio.
Non si sa ancora nulla di una probabile seconda stagione, ma sembra che, nonostante le critiche, la serie potrebbe comunque continuare.

venerdì 25 maggio 2018

13- seconda stagione

Lo scorso venerdì 19 maggio ha debuttato sulla piattaforma Netflix la seconda stagione di Tredici, la serie tv la cui prima parte era stata tratta dall'omonimo romanzo di Jay Asher del 2007. Questa seconda stagione segue il processo da parte dei genitori di Hannah alla scuola, con le varie testimonianze dei ragazzi e Clay che sembra soffrire sempre di più di allucinazioni, non riuscendo a separarsi dal ricordo dell'amata ragazza morta e dai sensi di colpa.
Inizialmente non ero d'accordo con la scelta di continuare la serie, considerando il libro come autoconclusivo, e in parte è successo ciò che temevo, cioè che fossero un po' snaturati la storia e il personaggio di Hannah. Infatti non mi sono piaciuti alcuni particolari, come anche il modo in cui è stato approfondito il personaggio di Tony e alcune scene violente, messe quasi soltanto per sorprendere lo spettatore durante le battute finali. Nonostante ciò, però, se questa stagione viene vista come un qualcosa a sé, non in relazione al libro, ha alcuni particolari a suo favore, come il focus sul bullismo, la depressione e lo stupro (abbastanza in linea con la recente campagna me too) che nel libro non erano stati approfonditi o, forse, presi in considerazione. Se avete visto e apprezzato la prima parte. è comunque un seguito da vedere.

lunedì 9 aprile 2018

La casa di carta- seconda parte

Lo scorso 6 aprile ha debuttato su Netflix la seconda stagione della serie tv spagnola La casa di carta, il cui titolo originale è La casa de papel.
Alla fine della prima parte avevamo lasciato i protagonisti in un momento piuttosto difficile, in cui tutto sembrava perduto e troviamo questo clima anche all'inizio della seconda stagione. I sequestratori sembrano trovarsi all'inizio della fine, con il professore che rischia di essere arrestato in più di un'occasione. Tuttavia, la loro forza e la loro capacità di essere "la Resistenza" non li fa perdere d'animo e sembra che non tutto sia perduto.
Questa stagione conserva il ritmo incalzante della prima parte e non sono riuscita ad evitare di guardarla quasi tutta d'un fiato in un giorno e mezzo. Quando tutto sembra senza speranza, ecco ancora una volta che le grandi capacità e la fortuna del Professore escono fuori, mentre la banda sembra sempre più audace, seppur con alcune perdite importante.
Risulta difficile non versare qualche lacrima e al tempo stesso essere felici per questi personaggi che, inevitabilmente, ti entrano dentro e, per un po', iniziano a fare parte della tua quotidianità. È importante la riflessione sul denaro e sul concetto di furto, dato il clima di crisi economica e di magheggi da parte delle istituzioni che viviamo ormai da anni. Interessante anche l'utilizzo, per noi spettatori italiani, della canzone Bella ciao come theme dello show.
Sembra esclusa la possibilità di una terza stagione e io tendo ad essere d'accordo, perché verrebbe a perdersi il ritmo e lo stile che ha caratterizzato queste prime due parti. Forse sarebbe interessante un episodio speciale, solo per conoscere le sorti dei personaggi.

sabato 7 aprile 2018

La casa di carta- prima stagione

Dopo i numerosi commenti positivi, ho deciso anch'io di iniziare la prima stagione de La casa di carta, la serie tv spagnola (La casa de papel, in lingua originale) che ha debuttato su Netflix lo scorso dicembre. La seconda stagione, invece, ha debuttato sul catalogo italiano proprio ieri.
Il tema principale della serie è una rapina ai danni della zecca di stato spagnola, situata a Madrid, da parte di individui ben addestrati e con un piano minuzioso e ben delineato ideato da un uomo che si fa chiamare Il Professore. Quest'ultimo ha assoldato otto persone, che per motivi legali e sociali non hanno nulla da perdere, alle quali ha dato nomi di città per celare le loro vere identità e alle quali sono proibite relazioni interpersonali, con lo scopo di barricarsi all'interno della fabbrica di stampa della moneta, per stampare per 2400 milioni di euro e poi scappare. A complicare le cose, però, c'è la presenza all'interno della zecca di ben 67 ostaggi non totalmente previsti.
La voce narrante della vicenda è l'incontrollabile Tokyo, che ha un debole per il giovane Rio, il più innocuo e meno "criminale" del gruppo, che ha stretto una bella amicizia con la determinata Nairobi. A completare il gruppo ci sono anche lo spietato Berlino, capo dell'operazione, Mosca e Denver, padre e figlio estremamente legati, e i due gemelli stranieri Oslo ed Helsinki, mentre il professore li monitora e consiglia dall'esterno della struttura.
Se a primo impatto la trama potrebbe sembrare qualcosa di già visto o comune, quello che colpisce è il piano del furto (anche se, come affermato dagli stessi personaggi, si tratta di stampare nuova moneta senza rubare nulla a nessuno) che è estremamente particolareggiato e che tiene conto di tutte le possibili varianti del caso, ideato da una mente piuttosto complessa e calcolatrice, anche se non tutto può davvero essere previsto. Oltre al destino dei protagonisti, lo spettatore è preso dalle varie relazioni che si vengono a creare sia tra i rapinatori, che tra rapinatori e ostaggi, che tra gli ostaggi stessi, con un'ambivalenza dal punto di vista sentimentale e del senso di giustizia.
La stagione termina con il gruppo piuttosto in difficoltà e vedremo nei prossimi episodi come se la caveranno i protagonisti.

martedì 3 aprile 2018

Everything Sucks!- prima stagione

Sono riuscita a recuperare anche la serie tv Everything sucks! che ha debuttato su Netflix lo scorso 16 febbraio.

Già il titolo dello show, che in italiano è "tutto fa schifo", attrae particolarmente e racchiude quello che è poi lo stato d'animo maggiore che si ritrova nell'arco delle puntate. In più, se ci mettiamo la trama di base che è quella di un triangolo amoroso in cui lui ama lei, mentre lei ama... lei, il tutto si fa ancora più interessante. La serie è ambientata nel 1996 ed è sicuramente la patria per gli amanti di quell'epoca, tra videocassette, musicassette ed effetti speciali più che amatoriali.
Il protagonista è Luke, un ragazzino piuttosto dolce, che è stato abbandonato dal padre quando aveva sette anni e che vive soltanto con sua madre, che inizia il primo anno di liceo in compagnia dei suoi storici amici: Tyler, che soffre di dislessia, e McQuaid, un ragazzo estremamente realista, quasi da sembrare cinico. Luke, insieme ai suoi amici, si iscrive al club audiovisivi, grazie al quale conosce e si prende una cotta per Kate, l'introversa e inarrivabile figlia del preside, orfana di madre, che però sembra invece interessata a Emaline, attrice del drama club e ragazza spesso piuttosto aggressiva, fidanzata con Oliver, anche lui aspirante attore.
Il giovane protagonista inizia a fare qualsiasi cosa per Kate, tanto da far unire il drama club e quello audiovisivi per girare una pellicola sugli alieni, mentre tra sua madre e il preside nasce una tenera storia d'amore.
Una serie piuttosto godibile, composta da sole dieci puntate dalla durata variabile dai 20 ai 25 minuti. I personaggi a volte possono risultare "odiosi" a turno, ma, anche se la trama principale può sembrare essere la ricerca della propria sessualità, questa è, come nella vita di tutti i giorni, solo una parte della nostra esistenza. Si tratta di una serie sull'amicizia e sull'amore, quello per un ipotetico compagno o compagna, ma anche per i propri genitori, dei quali, inevitabilmente, si imparano ad apprezzare e tollerare anche i difetti. Tutti i ragazzi, nel corso delle puntate, maturano e trovano la propria strada e la propria personalità. Una narrazione che fa riflettere su vari aspetti, soprattutto sul fatto che, possono cambiare le epoche o i protagonisti, ma tutti, bene o male, fronteggiamo gli stessi problemi e le stesse paure, l'importante è non essere soli.

venerdì 30 marzo 2018

Santa Clarita diet- seconda stagione

Ha debuttato su Netflix, lo scorso 23 marzo, la seconda stagione dell'horror comedy Santa Clarita diet, con protagonisti Drew Barrymore e Timothy Olyphant, nei panni dei coniugi Sheila e Joel Hammond.
Alla fine della prima stagione, avevamo lasciato la famiglia Hammond, più il giovane Eric, in una situazione piuttosto difficile, ma i problemi non si attenueranno affatto neanche nel corso di queste nuove puntate. Il corpo di Sheila continua a deteriorarsi e le indagini della polizia sulle persone scomparse a Santa Clarita non accennano a fermarsi.
Come la prima stagione, colpisce comunque, nonostante la serie tratti un tema soprannaturale, la grande umanità e il grande amore che regna nella famiglia Hammond. Joel farebbe qualsiasi cosa per Sheila, così come Abby ed Eric, che, stanco di aspettare che l'amica gli dia un'opportunità, ha una breve parentesi sentimentale con un'altra non morta, che però gli provoca solo sofferenza, ma comunque aiuta la famiglia a comprendere meglio l'origine del virus "zombie" (anche se questa parola continua a non essere utilizzata). Ancora più colpi di scena e ancora più splatter, in questa seconda stagione, che ci lascia con molte cose ancora in sospeso, che speriamo saranno risolte con una terza stagione.

sabato 24 marzo 2018

Stranger things- seconda stagione

Sono riuscita finalmente a recuperare la seconda stagione della serie tv Netflix Stranger Things.
L'ultimo episodio della prima serie era terminato con il gruppo di amici finalmente riunito, seppur con l'insopportabile assenza di Undici, e il malessere di Will, che non sembrava essere riuscito a lasciarsi alle spalle l'esperienza nel sottosopra.
Con la seconda stagione, infatti, apprendiamo che Will è stato infettato da un virus nell'altra dimensione e che Undici è tutt'altro che morta, come tutti credevano, anzi, vive insieme a Hopper che si occupa di lei. Facciamo anche la conoscenza di nuovi personaggi, come Max, l'abile ragazzina dai capelli rossi, il suo tremendo fratellastro Billy e una misteriosa ragazza con un numero 8 tatuato sul polso, anch'ella dotata di poteri psichici. Ci viene svelato qualcosa in più anche sul passato di Undici, o meglio, Jane.
Ammetto di aver apprezzato maggiormente questa stagione rispetto alla prima, in termini di colori, effetti speciali e trama, che è risultata molto più scorrevole e originale. Tuttavia, ho trovati alcuni aspetti un po' forzati, con momenti che si sarebbero potuti evitare, come alcune morti e la nascita di alcune coppie.
Vedremo cosa ci riserverà la terza stagione.

giovedì 15 febbraio 2018

The End of the F***ing World, Netflix- Recensione

Dopo aver visto il particolare trailer del telefilm, ho deciso anch'io di guardare, tutta di fila, la serie tv britannica The end of the f***ing world, pubblicata su Netflix lo scorso 5 gennaio.
I protagonisti sono due diciassettenni: James (interpretato da Alex Lawther, protagonista del terzo episodio della terza stagione di Black Mirror), che ha sempre fatto della sua mancanza di emozioni un vanto, fino ad arrivare ad essere convinto di essere uno psicopatico assassino, e Alyssa (interpretata invece da Jessica Barden, che ha preso parte a 6 episodi di Penny Dreadful), ragazza piuttosto ribelle, con la grande capacità di irritare chiunque e insoddisfatta della sua situazione familiare, da sempre in cerca del padre, che non vede da 10 anni.
I due decidono di partire insieme per lasciare la routine del loro paesino, nel quale non riescono  a farsi "inquadrare", alla ricerca del padre di Alyssa, con James che ritiene che questa possa essere l'occasione per dare vita ai propri istinti omicidi.

Se dal trailer l'andamento della storia può sembrare quasi scontato, ma in realtà, la narrazione procede in modi del tutto inaspettati. Il rapporto tra i due ragazzi evolve e si modifica man mano, mentre i due si alternano tra l'essere la vittima e il carnefice, sicuri e vulnerabili, con il forte istinto di proteggersi l'un l'altra. Non mancano momenti cupi e difficili, ma per lo più, anche le situazioni più buie, sono mostrate con un velo di leggerezza e comicità. Sicuramente una serie diversa dalle solite, più cinica, ma che si lascia guardare, in una serata, con leggerezza. Il finale aperto lascia presagire la possibilità di una seconda stagione, che è stata presa come ipotesi dai produttori e che renderebbe felice anche Netflix.

domenica 19 febbraio 2017

Santa Clarita Diet- Serie tv Netflix.

Lo scorso 3 febbraio ha debuttato sulla piattaforma Netflix la nuova serie tv Santa Clarita Diet, con protagonista Drew Barrymore. Sheyla Hammond, insieme al marito Joel, un'agente immobiliare, inizialmente è piuttosto timida e riservata, ma la sua vita cambia drasticamente quando muore, o meglio, quando diventa una "non-morta", con un'insaziabile fame di carne umana e un'inversione quasi totale dei suoi atteggiamenti abituali. Ad aiutarla in questa situazione ci saranno il suo innamoratissimo marito, la loro figlia sedicenne, Abby, e il loro vicino di casa, Eric, compagno di scuola di Abby, per la quale nutre un forte interesse.
Questa prima stagione è composta da sole 10 puntate dalla durata di circa 30 minuti ciascuna, che lasciano presagire l'intenzione di un seguito. Una serie sugli zombie un po' diversa dal solito, meno cupa, ma al tempo stesso forse molto più sanguinosa, in cui il termine stesso con il quale ci riferiamo a questa categoria soprannaturale, non viene quasi mai utilizzato. Le puntate scorrono leggere, un'ottima compagnia se non cercate una serie troppo impegnativa e se vi piace il genere splatter.