Ieri ho terminato la lettura di Norwegian Wood, di Haruki Murakami.
Uno dei più clamorosi successi letterari giapponesi di tutti i tempi è anche il libro più intimo, introspettivo di Murakami, che qui si stacca dalle atmosfere oniriche e surreali che lo hanno reso famoso, per esplorare il mondo in ombra dei sentimenti e della solitudine. Norwegian Wood è anche un grande romanzo sull'adolescenza, sul conflitto tra il desiderio di essere integrati nel mondo degli "altri" per entrare vittoriosi nella vita adulta e il bisogno irrinunciabile di essere se stessi, costi quel costi. Come il giovane Holden, Toru è continuamente assalito dal dubbio di aver sbagliato o poter sbagliare nelle sue scelte di vita e di amore, ma è anche guidato da un ostinato e personale senso della morale e da un'istinti avversione per tutto ciò che sa di finto e costruito. Diviso tra due ragazze, Naoko e Midori, che lo attirano entrambe con forza irresistibile, Toru non può fare altro che decidere. O aspettare che la vita (e la morte) decidano per lui.
Non saprei dire se sia una qualità positiva o negativa, ma questo è uno di quei romanzi che ti trascinano con sè mentre ci sei dentro, ma che una volta terminato ti lascia stordito, come se in parte non fosse successo nulla. Tra le sue pagine succede tutto e niente. Tuttavia, Murakami, come altri autori giapponesi, ha la capacità di rendere lecita e interessante la narrazione di qualsiasi argomento, dal più semplice al più scabroso. Un romanzo estremamente malinconico, ma che nonostante tutto invita a scegliere la vita.
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giovedì 12 marzo 2015
domenica 5 gennaio 2014
La sopravvissuta ad Auschwitz, Eva Schloss.
Nel giorno del suo quindicesimo compleanno, Eva viene arrestata dai
nazisti ad Amsterdam e deportata ad Auschwitz. La sua sopravvivenza
dipende solo dal caso, e in parte dalla ferrea determinazione della
madre Fritzi, che lotterà con tutte le sue forze per salvare la figlia.
Quando finalmente il campo di concentramento viene liberato dall'Armata
Rossa, Eva inizia il lungo cammino per tornare a casa insieme alla
madre, e intraprende anche la disperata ricerca del padre e del
fratello. Purtroppo i due uomini sono morti, come le donne scopriranno
tragicamente a mesi di distanza. Ad Amsterdam, però, Eva aveva lasciato
anche i suoi amici, fra cui una ragazzina dai capelli neri con cui era
solita giocare: Anne Frank. I loro destini - seppur diversissimi -
sembrano incrociarsi idealmente ancora una volta: nel 1953 Fritzi, ormai
vedova, sposerà Otto Frank, il padre di Anne. La testimonianza di Eva
(scritta in collaborazione con Karen Bartlett) è dunque doppiamente
sbalorditiva: per la sua esperienza personale di sopravvissuta
all'Olocausto e per lo straordinario intreccio del destino, che l'ha
unita indissolubilmente a quella ragazzina conosciuta molti anni prima.
Il libro è stato pubblicato nel 2013 e raccoglie l'esperienza completa di Eva Scloss, che ormai ha 84, della sua infanzia quasi spensierata, di come sia sopravvissuta insieme a sua madre alla Seconda Guerra Mondiale e di come sia stata la sua vita dopo. Una delle testimonianze più pregnanti, che ci fa conoscere meglio anche Otto Frank, che, nonostante avesse perso tutto, è riuscito ancora a guardare al futuro e ad andare avanti.
Il libro è stato pubblicato nel 2013 e raccoglie l'esperienza completa di Eva Scloss, che ormai ha 84, della sua infanzia quasi spensierata, di come sia sopravvissuta insieme a sua madre alla Seconda Guerra Mondiale e di come sia stata la sua vita dopo. Una delle testimonianze più pregnanti, che ci fa conoscere meglio anche Otto Frank, che, nonostante avesse perso tutto, è riuscito ancora a guardare al futuro e ad andare avanti.
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