venerdì 21 febbraio 2014

Inferno, Dan Brown- Recensione.

Ieri ho terminato la lettura di Inferno di Dan Brown.

Robert Langdon, il professore di simbologia di Harvard, è il protagonista di un'avventura che si svolge in Italia, incentrata su uno dei capolavori più complessi e abissali della letteratura di ogni tempo: l'"Inferno" di Dante. Langdon combatte contro un terribile avversario e affronta un misterioso enigma che lo proietta in uno scenario fatto di arte classica, passaggi segreti e scienze futuristiche. Addentrandosi nelle oscure pieghe del poema dantesco, Langdon si lancia alla ricerca di risposte e deve decidere di chi fidarsi... prima che il mondo cambi irrimediabilmente.

Dan Brown ha mostrato tutte le sue conoscenze ed abilità di storico dell'arte, ma non ha saputo miscelarle adeguatamente alla storia. In poco più di 500 pagine gli avvenimenti sono pochi, alcuni capitoli ripetitivi e i riferimenti a Dante, che dovrebbero essere presenti  nella maggior parte della narrazione, come suggerito dal titolo e dal profilo del poeta fiorentino posto in copertina, sono messi in secondo piano dalla teoria malthusiana, che è invece il tema centrale intorno al quale ruotano le azioni dei personaggi. Le situazioni tendono ad essere inverosimili, il finale è condensato in una manciata di pagine e non è del tutto soddisfacente. Avrebbe potuto fare di meglio. 

domenica 9 febbraio 2014

Not Worthy, Jack Savoretti- Traduzione.



Testo:

Rollin' and a rockin' on a late night
 trying to beat the devil at a fist fight 
looking for a friend in a bottle of red 
making up a word thats never been said 

Waiting in line for the next fine 
making up a rhyme but it don't rhyme 
baby, I'm a loser at this game
 if you could see me now you'd be ashamed,
 be ashamed of me 

[chorus]:
 Cause I'm not worthy of your love
 I'm barely keeping up feels like every single day,
 all I ever do is say I'm sorry 
i guess that I'm not worthy of your love
every night living like a runaway
 trying to make it back for the break of day
 I never learn from my mistakes 

So much for my great escape 
put my future on the back burner 
grew up fast but I'm a slow learner 
only got myself to blame 
if you could see me now you'd be ashamed of me, 
so ashamed of me

 [chorus]: 
Cause I'm not worthy of your love
I'm barely keeping up feels like every single day,
 all I ever do is say I'm sorry 
I guess that I'm not worthy of your love
 how could you possibly love someone like me? 
A fool I'll always be 

[chorus]: 
And I'm not worthy of your love
 I'm barely keeping up feels like every single day, 
all I ever do is say I'm sorry 
I guess that I'm not worthy of your love.

Traduzione:

Rotolando e dondolando in una tarda notte
provando a battere il diavolo in una rissa
in cerca di un amico in una bottiglia di rosso
componendo una parola che non è mai stata detta

Aspettando in prima fila la prossima multa
facendo una rima, ma che non rima
piccola, sono un perdente a questo gioco
se tu potessi vedermi ora, ti vergogneresti di me,
ti vergogneresti di me.

Ritornello:
Perché io non sono degno del tuo amore,
riesco a malapena a tenere il passo di come ci si senta ogni giorno,
tutto ciò che faccio è dire che mi dispiace,
suppongo di non essere degno del tuo amore
vivendo ogni notte come un fuggiasco,
tentando di farlo tornare per l'insorgere del giorno,
non imparo mai dai miei errori.

Troppo per la mia grande fuga,
mettere il mio futuro nel dimenticatoio
cresciuto in fretta, ma un lento apprendista,
avendo solo me stesso da incolpare,
se tu potessi vedermi ora, ti vergogneresti di me,
ti vergogneresti di me.

Ritornello:
 Perché io non sono degno del tuo amore,
riesco a malapena a tenere il passo di come ci si senta ogni giorno,
tutto ciò che faccio è dire che mi dispiace,
suppongo di non essere degno del tuo amore
Come potresti amare qualcuno come me?
Sarò sempre un idiota.

Ritornello:
 E io non sono degno del tuo amore,
riesco a malapena a tenere il passo di come ci si senta ogni giorno,
tutto ciò che faccio è dire che mi dispiace,
suppongo di non essere degno del tuo amore.

sabato 8 febbraio 2014

E l'eco rispose, Khaled Hosseini- Recensione.

Ieri ho terminato E l'eco rispose, ultimo romanzo di Khaled Hosseini.

Sulla strada che dal piccolo villaggio di Shadbagh porta a Kabul, viaggiano un padre e due bambini. Sono a piedi e il loro unico mezzo di trasporto è un carretto rosso, su cui Sabur, il padre, ha caricato la figlia di tre anni, Pari. Sabur ha cercato in molti modi di rimandare a casa il figlio, Abdullah, senza riuscirci. Il legame tra i due fratelli è troppo forte perché il ragazzino si lasci scoraggiare. Ha deciso che li accompagnerà a Kabul e niente potrà fargli cambiare idea, anche perché c'è qualcosa che lo turba in quel viaggio, qualcosa di non detto e di vagamente minaccioso di cui non sa darsi ragione. Ciò che avviene al loro arrivo è una lacerazione che segnerà le loro vite per sempre. Attraverso generazioni e continenti, in un percorso che ci porta da Kabul a Parigi, da San Francisco all'isola greca di Tinos, Khaled Hosseini esplora con grande profondità i molti modi in cui le persone amano, si feriscono, si tradiscono e si sacrificano l'una per l'altra.

Hosseini sembra darsi un tema e impegnarsi per rappresentarlo nella sua interezza. Il romanzo è reale, mostra la, spesso difficile e frammentaria, realtà familiare. Non esiste un vero protagonista e talvolta è difficile ricordare i suoli di ognuno, la  le storie si intrecciano durante il corso del tempo e poi proseguono per la loro strada, in modo reale e toccante. Regge benissimo il confronto con Il cacciatore di aquiloni e Mille splendidi soli.