martedì 22 luglio 2014

Presagio triste, Banana Yoshimoto- Recensione.

Ieri ho terminato la lettura di Presagio triste, di Banana Yoshimoto.

La diciannovenne Yayoi vive una vita apparentemente idilliaca in seno a una famiglia felice; eppure qualcosa turba questa serenità, un presagio triste si insinua in quest’armonia. Un presagio che potrebbe trovare risposta in una casa molto diversa dalla sua dove regnano malinconie, segreti e misteri.

L'infanzia di Yayoi sembra essere stata cancellata dalla sua memoria e la sua sensibilità si è ormai affievolita. Tutte le risposte che la ragazza sta cercando, scaturite da questo doloroso presagio, sembrano essere custodite dalla trentenne zia insegnante di musica dalla personalità stravagante, solitaria e malinconica.
La narrazione è tipica della Yoshimoto: lenta, dolce, avvolgente e che richiama le ricche tradizioni giapponesi. Una storia sulla ricerca di sé che lascia una sensazione agrodolce di malinconia e speranza.

martedì 24 giugno 2014

George Orwell: in difesa del romanzo. Come in 78 anni la situazione non sia cambiata poi tanto.

Gli scritti di Orwell continuando ad apparire estremamente attuali, in special modo i suoi saggi. Vorrei soffermarmi su uno di essi in particolare: In difesa del romanzo, pubblicato nel 1936, che contiene riflessioni ancora attuali sul perché il romanzo sia stato svalutato e la gente affermi con orgoglio di non leggerne mai, sul lavoro poco sincero, ma comprensibile, dei critici letterari e su come sia possibile, tuttavia, salvare questa forma letteraria.
Ecco alcuni stralci:

Se scrivi romanzi fai presa, automaticamente, su un pubblico meno intelligente di quello che conteresti se avessi scelto un'altra forma di letteratura. 

È facile sostenere che il romanzo è una forma d'arte disprezzabile e che la sua sorte non interessa. Mi domanda se valga la pena di confutare questa opinione. A ogni buon conto do per scontato che il romanzo deve essere salvato e che per recuperarlo è necessario convincere le persone intelligenti a prenderlo sul serio.

"Se riuscirete a leggere questo libro senza gridare di piacere significa che la vostra anima è morta". Cose del genere vengono scritte  su qualsiasi romanzo pubblicato. [...] Deve essere così difficile scegliere un libro in biblioteca e ci si deve sentire in colpa, se non si riesce a gridare di piacere! In realtà nessuna persona che conti veramente si lascia ingannare da commenti simili e la scarsa considerazione in cui è tenuta la critica letteraria si è trasformata in disprezzo per il romanzo stesso.

La buona critica letteraria non potrà esistere fin quando si continuerà a ritenere che ogni romanzo sia meritevole di essere recensito.

Un periodico si procura il suo mucchio settimanale di libri e ne invia una dozzina a X, il critico prezzolato, il quale ha moglie e figli e deve guadagnarsi la sua ghinea, per non parlare della mezza corona a volume che racimola dalla vendita delle copie recensite. 

[...] Nel frattempo ogni lettore intelligente si ritrae disgustato, mentre snobbare il romanzo diviene una sorta di irrinunciabile dovere. Accade così che un romanzo meritevole possa, stranamente, passare inosservato solo perché è stato elogiato alla stessa stregua del romanzo da quattro soldi.

C'è bisogno di almeno un periodi che faccia della recensione una prelibatezza e non tenga in alcun conto la letteratura di bassa lega, una rivista in cui ci siano veramente dei critici e non marionette che aprono la bocca quando l'editore tira la cordicella.

Dovrebbe essere possibile escogitare un sistema, anche molto rigoroso, per classificare i romanzi in serie A, B, C e così via, in modo che, se il recensore loda o condanna un libro, il lettore è in grado di trarne le debite conclusioni.

Come il Signore promise che non avrebbe distrutto Sodoma se si fossero trovati almeno dieci uomini retti, così il romanzo non sarà completamente perduto se da qualche parte esisterà un pur esiguo numero di critici onesti.

mercoledì 4 giugno 2014

Tsugumi. Banana Yoshimoto- Recensione.

Ieri ho terminato la lettura di Tsugumi di Banana Yoshimoto.

“Giornate di una felicità intensa non capitano spesso nella vita. Ed è inseguendo quel vivido miraggio, che le persone riescono a tirare avanti e a invecchiare... Tsugumi è un romanzo che parla di questo. Di un’estate di un gruppo di ragazzi che non tornerà mai più. Del mare e del primo amore...” Così Banana Yoshimoto parla del suo romanzo tutto dedicato all’adolescenza. Maria e Tsugumi sono amiche fin dall’infanzia anche se sono molto diverse. Maria, l’io narrante, è dolce: ha lasciato il piccolo paesino in cui era nata e cresciuta per iscriversi all’università a Tokyo. Tsugumi è bellissima ma dotata di un carattere infernale: affabile con gli estranei, nel privato è un tiranno, parla come un maschio ed è viziata all’inverosimile. Non può spostarsi dalla tranquilla penisola di Izu perché le sue condizioni di salute non glielo permettono. Il suo destino pare essere segnato... Può un nuovo incontro delle due amiche, là dove trascorrevano le estati, cambiare sorti che parevano ormai ineluttabili? Uscito a puntate nell’edizione giapponese di “Marie Claire” e apparso in volume nel 1989, Tsugumi è il più grande successo di Banana Yoshimoto.

L'intento di Banana Yoshimoto, come da lei stesso dichiarato, era quello di rappresentare il "niente" delle sue estati trascorse sulle coste della penisola di Izu, tra il ripetersi di nuotate, passeggiate e tramonti con il mare a fare da sfondo. L'autrice riesce pienamente nel suo proposito, mostrandoci una storia in cui non accade nulla di sostanziale o sconvolgente, se non per alcuni brevi passaggi, forse a tratti solo accennata e poco approfondita, a tratti un po' irreale, ma vivida. Riusciamo a percepire perfettamente l'atmosfera estiva e i sentimenti che sono ben delineati dalla giovane Maria, che non può fare a meno di voler bene a Tsugumi, nonostante il suo modo altalenante di comportarsi. 

lunedì 2 giugno 2014

Les amours dévouées, Coeur de pirate- Traduzione


Testo:

On ne vit pas au large, mais bien pris en charge
de distance, nous, amants séparés
Par des docks hantés aux barques amarrées
Qui nous tiennent au bord des sentiments

Mais j’arrive et que celles qui t’attendent
ne t’attendent plus jamais
Ou se fassent un sang d’encre
pour ce diamant que j’ai
Si je dois moi-même tendre
la carte d’une dévouée

Personne n’a l’emprise que tu as sur moi,
sur mon souffle qui reste saccadé
Des courses contre le vent
qui ne comptent plus maintenant
Qu’on s’est dit qu’on s’appartenait

Mais j’arrive et que celles qui t’attendent
ne t’attendent plus jamais
Ou se fassent un sang d’encre
pour ce diamant que j’ai
Si je dois moi-même tendre
la carte d’une dévouée

Traduzione:

Noi non viviamo all'esterno, ma ben all'interno,
la distanza, noi, amanti separati
da banchine infestate con barche ormeggiate
che ci tengono ai margini dei sentimenti.

Ma io arriverò e quelle che ti aspettano,
non ti aspetteranno più,
o si preoccuperanno eccessivamente
per questo diamante che ho,
se devo offrire me stessa,
come la mappa di un devoto.

Nessuno ha l'influenza che tu hai su di me,
sul mio respiro che rimane irregolare,
le corse contro il vento,
che non contano più ora
che ci siamo detti che ci apparteniamo.

Ma io arriverò e quelle che ti aspettano,
non ti aspetteranno più,
o si preoccuperanno eccessivamente
per questo diamante che ho,
se devo offrire me stessa,
come la mappa di un devoto.


lunedì 19 maggio 2014

Saint Laurent, Coeur de pirate- Traduzione.


Testo:

Il est trois heures moins quart
Sur la Main, il est tard
Les filles ont dansé pour toi
Pour te consoler, leur roi

Et si tu dors seul ce soir
Parmi leurs pleurs d’aurore
Et si tu me laisses dans tes bras
Je t’attends, boulevard Saint-Laurent

On s’est vus deux par deux
Je sais, tu es pris, amoureux
Mais j’ai tant dansé pour toi
Pour te gagner, mon roi

Et si tu dors seul ce soir
Parmi leurs pleurs d’aurore
Et si tu me laisses dans tes bras
Je t’attends, boulevard Saint-Laurent

Traduzione:

Sono le tre meno un quarto,
sulla Main, è tardi,
le ragazze hanno danzato per te,
per consolarti, il loro re.

E se tu dormi da solo stanotte
tra le loro lacrime d'alba,
e se mi lasci tra le tue braccia,
ti aspetto al boulevard Saint Laurent.

Ci siamo visti, in altre coppie,
lo so, tu sei preso, innamorato,
ma io ho tanto ballato per te,
per conquistarti, mio re.

E se tu dormi da solo stanotte
tra le loro lacrime d'alba,
e se mi lasci tra le tue braccia,
ti aspetto al boulevard Saint Laurent.

sabato 17 maggio 2014

Prince Arthur, Coeur de pirate- Traduzione.


Testo:

Je parle d’histoires qui commencent
là où certains laisseront leur sang
là où les jeunes deviennent trop grand
et les paroles figent le temps
elle sortait d’une guerre familiale
réduite à ne plus avoir mal
assise sur la même tard le soir
elle vit enfin son prince en noir
il n’avait qu’à lancer un regard
pour qu’il ne soit trop tard
et elle n’attende rien
couvert de cuir les yeux levés au ciel
il s’approcha d’elle
et lui tendit la main
cette fausse promesse d’être là jusqu’à la fin
ils devinrent l’envie des enviables
comme serge et jane en moins banal
a faire l’amour en s’engueulant
en pleurant de rire et pourtant
les mois passèrent, elle s’enfonçait
alors que lui disparaissait
les yeux dans l’eau, les dents serrées
l’eau de la vie qu’elle a laissé
pour lui elle aurait affronté le vide
qui la rongeait depuis
qu’elle laissait ses secrets
au cœur d’un homme rongé par tout ses vices
qui l’aurait à jamais
et elle le savait bien
que ses promesses auraient un jour une fin

Traduzione:

Sto parlando di storie che iniziano
dove alcuni lasciano il loro sangue,
dove i giovani diventano troppo grandi
e le parole congelano il tempo
lei proveniva da una guerra familiare
lasciata a non sentire più dolore
seduta nella stessa sera tarda,
ha finalmente visto il suo principe in nero,
lui aveva solo da lanciarle uno sguardo
perché era troppo tardi,
lei non si aspettava nulla,
coperta di pelle, gli occhi rivolti al cielo,
lui si avvicinò a lei
e le porse la mano
quella falsa speranza di esserci fino alla fine
divennero l'invidia degli invidiosi,
come dei comuni Serge e Jane,
a fare l'amore urlando
e ancora piangere dal ridere,
i mesi passarono, lei annegò
mentre lui scomparve,
gli occhi nell'acqua, i denti serrati
l'acqua della vita che lei aveva lasciato,
per lui avrebbe affrontato il vuoto
che roso dal momento che
lei aveva lasciato i suoi segreti
al cuore di un uomo consumato da tutti i suoi vizi,
che avrebbe sempre avuto
e lei lo sapeva
che le sue promesse un giorno avrebbero avuto fine.


giovedì 15 maggio 2014

Sorella mio unico amore, Joyce Carol Oates- Recensione.

Ieri ho terminato la lettura di Sorella mio unico amore, di Joyce C. Oates.

Bix e Betsey Rampike a prima vista sono un caso di esemplare medietà suburbana: vivono non lontano eppure distantissimi dalla grande città, in un New Jersey tanto sonnacchioso quanto crudele nelle sue frammentazioni economiche e sociali; conducono un'esistenza che oscilla poco consapevolmente tra appagato conformismo e smodata ambizione; hanno due figli che, se per Bix sono l'incarnazione di un perenne senso di colpa venato di responsabilità, per Betsey rappresentano il veicolo di sogni di gloria e di riscatto, alimentati da una sottocultura della celebrità ormai del tutto pervasiva nella middle class americana. Le aspettative su Skyler, il primogenito, si sono purtroppo infrante in seguito a un incidente che lo ha lasciato claudicante. Diverso però è il caso di Edna Louise, graziosa bambina che sin dalla più tenera infanzia dimostra un talento fuori dal comune per il pattinaggio su ghiaccio che promette di lanciarla nello scintillante mondo dell'agonismo professionistico e dello show business.

La trama ricalca un caso di cronaca nera americana del 1996: l'omicidio in casa sua della piccola JonBénet Ramsey (Bliss Rampike), giovanissima reginetta di bellezza. Il caso, tuttavia, rimane ancora irrisolto.
Joyce Oates ci presenta la storia tramite il punto di vista di Skyler Rampike, il fratello maggiore di Bliss, costretto a subire, insieme alla piccola, le pressioni della madre Betsy, ancora bloccata in uno stato adolescenziale di ricerca dell'accettazione altrui, che proietta i suoi sogni irrealizzati sui suoi figli, e i comportamenti del borioso padre Bix. Attraverso un racconto frammentario, Skyler ripercorre le tappe della sua vita, a partire dalla sua vita da bambino senza Bliss, fino alla sua vita di tardo-adolescente. 
Nonostante le numerose pagine, la lettura non risulta eccessivamente pesante e lenta e possiamo percepire chiaramente i sentimenti di Skyler, provando una profonda empatia nei suoi confronti, fino al suo graduale ritorno alla vita.