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sabato 17 aprile 2021

Libri Letti 2021 - Chiechan e io di Banana Yoshimoto

In questo mese ho avuto modo di riavvicinarmi a Banana Yoshimoto e ho deciso di leggere anche Chiechan e io, un romanzo che mi incuriosiva da anni, data la grande importanza che dà all'Italia. Il libro segue la storia di Kaori, poco più che 40enne, che, a sorpresa, decide di prendersi cura di Chie, chiamata affettuosamente con il suffisso chan, una cugina più giovane di lei di circa sei anni, figlia della sorella minore di sua madre, che ha vissuto in Australia per tanti anni e che è scomparsa in seguito a un tumore. Nel suo testamento, però, la zia ha chiesto che qualcuno si prendesse cura di Chiechan, perché non in grado di cavarsela da sola, in cambio di un vitalizio mensile. Kaori, che non ha avuto figli e che è sempre sembrata non essere in grado di badare a nessuno, accetta di occuparsi della cugina, generando una serie di commenti nei familiari. Tra vita di tutti i giorni, gioie e dolori, le due donne si uniranno sempre di più. Lo stile della Yoshimoto è come al solito inconfondibile e si riconosce nel clima malinconico e nelle riflessioni così semplici, da riguardarci però tutti in prima persona. Le descrizioni dell'Italia sono sempre piacevoli da leggere e si nota l'amore che la Yoshimoto nutre nei confronti del nostro Paese. Avevo delle aspettative maggiori per questo romanzo, ma resta comunque una lettura piacevole e godibile. 


Il libro: 

"Kaori è una quarantenne single che lavora nel settore dell'importazione di abiti, accessori e articoli griffati dall'Italia. Viaggia spesso per lavoro, per acquistare la merce da rivendere nel negozio di una zia. Parla molto bene la nostra lingua, avendo vissuto per un certo periodo in Italia. Sua cugina Chie è una ragazza sui trentacinque anni, estremamente silenziosa e introversa, che dopo la morte della madre si è trasferita a vivere da Kaori. Fra le due si è instaurato un rapporto di amicizia molto profondo. Sarà un segreto nella vita dell'una e un amore nella vita dell'altra a scombussolare la serenità della loro esistenza in comune e a portare Chie a fare i conti con il proprio passato mettendo Kaori davanti a una scelta dolorosa. Un romanzo sull'amicizia, su come un'amica possa diventare anche una sorella, una figlia e una madre affettuosa."

lunedì 5 aprile 2021

Libri Letti 2021 - La piccola ombra di Banana Yoshimoto

Come libro del mese di Aprile del club del libro è stato scelto La piccola ombra di Banana Yoshimoto, che ho terminato in un paio di giorni. Nel corso degli anni ho letto molti romanzi di Banana Yoshimoto, è un'autrice che mi piace molto, ma essendo una scrittrice molto prolifica, mi mancano ancora numerose delle sue opere. Questo libro è una raccolta di 7 racconti che hanno come tema comune il tradimento e che raccontano le vicende di giovani donne che, per un motivo o per l'altro, non si trovano più in Giappone, ma in Sud America. Come sempre capita con i romanzi di Banana, la narrativa è scorrevole e i racconti molto brevi e ricchi di riflessioni, che mostrano la realtà con gli occhi della cultura giapponese. Non è la prima volta che la Yoshimoto affronta in un suo lavoro il tema del tradimento, ma stavolta lo fa a tutto tondo, facendoci riflettere sul nostro modo di vedere i nostri rapporti con gli altri, ma anche i nostri comportamenti. Penso che sia un libro da leggere, come quasi tutti quelli di Banana Yoshimoto, che fanno riflettere e fanno compagnia per un breve lasso di tempo e ti trasportano in tutto un altro mondo. 


Il libro: 

"Cosa significa tradire? Come si tradisce? Il tradimento ha per tutti lo stesso significato? Banana Yoshimoto, più che dare risposte, disegna paesaggi emotivi che delineano i confini di uno degli aspetti più dolorosi ed enigmatici del vivere. Chi tradisce? La fanciulla che ha una relazione con un uomo sposato o la moglie ingannata che, consapevole dell’affaire, mente annunciandole la morte dell’amante? Chi si sente più tradito? La madre che pensa sia giusto confidare alla figlia la data di morte della nipotina appena nata, rivelandole il suo calcolo astrologico, o la figlia che non vorrà mai più perdonarla per la nefasta profezia? Le protagoniste di questi racconti sono giovani donne giapponesi tra i venti e i trent’anni. Per motivi disparati, si trovano in Argentina, Paraguay, Brasile: terre dalle tinte fortissime, colme di una straordinaria energia vitale che colpisce la loro sensibilità. Sono tutte partecipi o spettatrici di un tradimento che, dalla prospettiva straniata dell’essere altrove, acquista una dimensione diversa e diventa un’occasione speciale per riflettere più profondamente sulla propria identità. Come spesso succede con Banana Yoshimoto, più che la trama in sé, è lo sviluppo dei personaggi ad avere importanza, il loro modo di accostarsi alla realtà e ai suoi molteplici aspetti. E nelle loro differenti vicende, il tradimento diventa un inevitabile passaggio dell’esistenza, un’esperienza integrante della vita." 

martedì 22 luglio 2014

Presagio triste, Banana Yoshimoto- Recensione.

Ieri ho terminato la lettura di Presagio triste, di Banana Yoshimoto.

La diciannovenne Yayoi vive una vita apparentemente idilliaca in seno a una famiglia felice; eppure qualcosa turba questa serenità, un presagio triste si insinua in quest’armonia. Un presagio che potrebbe trovare risposta in una casa molto diversa dalla sua dove regnano malinconie, segreti e misteri.

L'infanzia di Yayoi sembra essere stata cancellata dalla sua memoria e la sua sensibilità si è ormai affievolita. Tutte le risposte che la ragazza sta cercando, scaturite da questo doloroso presagio, sembrano essere custodite dalla trentenne zia insegnante di musica dalla personalità stravagante, solitaria e malinconica.
La narrazione è tipica della Yoshimoto: lenta, dolce, avvolgente e che richiama le ricche tradizioni giapponesi. Una storia sulla ricerca di sé che lascia una sensazione agrodolce di malinconia e speranza.

mercoledì 4 giugno 2014

Tsugumi. Banana Yoshimoto- Recensione.

Ieri ho terminato la lettura di Tsugumi di Banana Yoshimoto.

“Giornate di una felicità intensa non capitano spesso nella vita. Ed è inseguendo quel vivido miraggio, che le persone riescono a tirare avanti e a invecchiare... Tsugumi è un romanzo che parla di questo. Di un’estate di un gruppo di ragazzi che non tornerà mai più. Del mare e del primo amore...” Così Banana Yoshimoto parla del suo romanzo tutto dedicato all’adolescenza. Maria e Tsugumi sono amiche fin dall’infanzia anche se sono molto diverse. Maria, l’io narrante, è dolce: ha lasciato il piccolo paesino in cui era nata e cresciuta per iscriversi all’università a Tokyo. Tsugumi è bellissima ma dotata di un carattere infernale: affabile con gli estranei, nel privato è un tiranno, parla come un maschio ed è viziata all’inverosimile. Non può spostarsi dalla tranquilla penisola di Izu perché le sue condizioni di salute non glielo permettono. Il suo destino pare essere segnato... Può un nuovo incontro delle due amiche, là dove trascorrevano le estati, cambiare sorti che parevano ormai ineluttabili? Uscito a puntate nell’edizione giapponese di “Marie Claire” e apparso in volume nel 1989, Tsugumi è il più grande successo di Banana Yoshimoto.

L'intento di Banana Yoshimoto, come da lei stesso dichiarato, era quello di rappresentare il "niente" delle sue estati trascorse sulle coste della penisola di Izu, tra il ripetersi di nuotate, passeggiate e tramonti con il mare a fare da sfondo. L'autrice riesce pienamente nel suo proposito, mostrandoci una storia in cui non accade nulla di sostanziale o sconvolgente, se non per alcuni brevi passaggi, forse a tratti solo accennata e poco approfondita, a tratti un po' irreale, ma vivida. Riusciamo a percepire perfettamente l'atmosfera estiva e i sentimenti che sono ben delineati dalla giovane Maria, che non può fare a meno di voler bene a Tsugumi, nonostante il suo modo altalenante di comportarsi. 

lunedì 14 aprile 2014

Delfini, Banana Yoshimoto- Recensione.

Ho terminato la lettura di Delfini di Banana Yoshimoto. 

Kimiko, giovane scrittrice di romanzi rosa, esce con Goro, che convive con Yukiko, una lontana parente molto più grande di lui. Una sera, dopo una visita all’acquario di Tokyo a vedere i delfini, Kimiko fa l’amore con Goro, ma capisce che la loro storia non ha futuro. Temendo di legarsi troppo a lui, decide allora di abbandonare Tokyo. Nel tempio vicino al mare in cui trova rifugio, conosce Mami, una ragazza con doti soprannaturali, e da lei viene a sapere di essere incinta. Kimiko contatta Goro per chiedergli di riconoscere il bambino, senza però pretendere né di essere sposata, né tantomeno che lasci Yukiko. In attesa della nascita della piccola Akane, la gravidanza di Kimiko è scandita da un sogno ricorrente: delfini che nuotano nell’acqua.

La vita di Kimiko inizia a cambiare quando, costretta a letto da una intensa influenza, osservo quanto sia miracoloso e rinvigorente l'effetto della guarigione.
Come al solito, a fare da sfondo alla vicenda narrata, ci sono elementi fiabeschi e "magici" e non mancano le riflessioni sulla vita e sulla ricerca di sé. Kimiko non aveva mai programmato di avere figli, i medici le avevano sempre detto che per lei sarebbe stato difficile concepire un bambino, ma si ritrova a dover essere madre e la gravidanza e la nascita della piccola Akane la cambiano nel profondo, rendendola più consapevole e più se stessa. 

giovedì 10 aprile 2014

Il coperchio del mare, Banana Yoshimoto- Recensione.

Ieri ho terminato la lettura de Il coperchio del mare, di Banana Yoshimoto.

Mari si è appena laureata ed è tornata a vivere nel suo paese natale, dove ha deciso di aprire un piccolo negozio di granite. Quell'estate le madre ha deciso di ospitare la figlia di una sua cara amica che sta attraversando un periodo molto difficile a causa dell'improvvisa morte della nonna. Nonostante Mari non sia entusiasta all'idea, finirà per stringere un forte rapporto d'amicizia con la ragazza.

Gli elementi della storia sono pochi e semplici: due ragazze sconosciute, una colpita da un lutto recente, un chiosco di granite ed una località di mare in decadimento. All'apparenza ci si chiede che cosa possa venirne fuori da un qualcosa di così semplice, ma poi l'autrice sorprende con profonde riflessioni sull'amicizia, sull'amore, sul denaro, sulla morte, sull'importanza di trovare il proprio posto nel mondo e sulla vita stessa. Il tutto sempre immerso in una dimensione altra e fiabesca. 

lunedì 7 aprile 2014

Ricordi di un vicolo cieco, Banana Yoshimoto- Recensione.

Ho terminato la lettura di Ricordi di un vicolo cieco, raccolta di racconti di Banana Yoshimoto.

Cinque racconti per cinque personaggi che, in seguito a eventi improvvisi e dolorosi, si interrogano sul significato della propria vita e sulla possibilità di essere felici. Nel primo racconto, due compagni di università, Setsuko e Iwakura, sono legati da un'intensa amicizia destinata a trasformarsi in un amore profondo. Il secondo racconto, parla di un tentativo di avvelenamento ai danni di Matsuoka, una ragazza che lavora in una casa editrice. Matsuoka rimette in discussione il legame con le persone che credeva di amare e decide di tornare per un po' di tempo nel paese natale dove, grazie alla quiete e alle attenzioni della nonna, recupera la fiducia in se stessa e nei rapporti umani. Il terzo racconto è una tragica storia di amicizia tra bambini. Mitsuyo, una scrittrice affermata, ricorda il suo rapporto con Makoto, un amico d'infanzia con il quale trascorreva tutti i pomeriggi dopo la scuola. Il quarto racconto narra le vicende di una ragazza ingenua che nonostante le avversità riesce a vivere in armonia con se stessa, sempre accompagnata e protetta da uno sguardo soprannaturale. L'ultimo racconto, che dà il titolo al libro, ha come protagonista Mimi, una ragazza che scopre il tradimento del fidanzato. Decide allora di cambiare città per cercare di dimenticarlo e incontra Nishiyama, la felicità: un piatto di riso al curry buonissimo fatto mescolando per caso alcuni ingredienti avanzati, tragicamente impossibile da ripetere una seconda volta con lo stesso, identico sapore.

Lo stile di Banana Yoshimoto è sempre molto lineare e semplice, a volte anche troppo, ma il modo in cui lo utilizza fa sembrare che a lei tutto sia concesso, anche il narrare di ciò che normalmente non vorremmo leggere. Le storie sono sempre velate di malinconia, ma immerse in un'atmosfera fiabesca e circondate dalle caratteristiche pietanze giapponesi, che fanno sentire parte della narrazione. Le donne protagoniste mettono in discussione la propria esistenza e riescono a trovare in se stesse la forza di andare avanti ed affrontare la vita. L'unica pecca è la mancanza, in alcuni punti, di approfondimenti, alcune storie sono liquidate troppo in fretta.