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sabato 2 luglio 2016

Sociologia generale- cultura e società.

Cultura e società.

La cultura (intesa in senso antropologico, Tylor) è l’insieme dei segni, modi di vita e artefatti dei membri di una collettività o di gruppi al suo interno, in un dato tempo e luogo. Ogni cultura è sempre relativa. Una cultura non è mai un insieme omogeneo e coerente di tratti culturali, ma un insieme molto articolato di segni, modi di vita e artefatti tra loro eterogenei, stratificati, e che mutano a velocità diverse. Questo insieme complesso e i suoi elementi, possono essere descritti facendo riferimento ai seguenti sistemi di classificazione: in base al tipo di elemento culturale; in base alla diffusione\influenza; in base al “soggetto produttore”.
IN BASE AL TIPO:
aspetti materiali (cultura materiale): artefatti prodotti da una società
aspetti immateriali (cultura adattiva): linguaggio, simboli, credenze, conoscenze, saperi, valori e norme (cioè tutti gli oggetti simbolici).
Esiste una stretta interdipendenza tra i due insiemi. In generale, non può esistere la cultura materiale senza la cultura immateriale. La prima è sempre portatrice della seconda.
Gli aspetti immateriali più rilevanti sono:
I valori: le idee e le sensibilità che definiscono ciò che è considerato importante, degno e desiderabili in una cultura, e che guidano gli esseri umani nella loro interazione con l’ambiente sociale.
Le norme: regole di comportamento (scritte, formali, e non scritte, informali) che riflettono o incarnano i valori di una cultura.


I simboli: segni che rimandano a sistemi complessi di significato, e che li rappresentano (ad esempio, una bandiera rappresenta una nazione). I Miti sono costituiti da una struttura complessa di simboli, come l’arte. Simboli e miti, si radicano ad un livello antropologico profondo e sono alla base dell’identità collettiva e delle emozioni pubbliche di un dato gruppo.

La socializzazione è il processo attraverso cui il bambino, o un qualunque nuovo membro, apprende valori, norme e stili di vita della società di cui entra a far parte. È un processo attraverso cui il bambino inerme diventa gradualmente una persona consapevole di se stessa; non è una sorta di “programmazione culturale”; collega l’una all’altra le diverse generazioni; è un processo che dura quanto la vita stessa.
Si distingue tra:
Socializzazione primaria, che avviene durante l’infanzia ed è il periodo di più intenso apprendimento culturale.
Socializzazione secondaria, che comincia dopo l’infanzia per continuare fino alla maturità e oltre.
I principali agenti della socializzazione sono: famiglia, scuola, gruppo dei pari, organizzazioni, media, lavoro.


Attraverso il processo di socializzazione gli individui imparano a conoscere i ruoli sociali .

Un ruolo sociale è l’insieme dei comportamenti socialmente definiti che ci aspettiamo da chi ricopre un determinato status o posizione sociale.

Lo status può essere:

ascritto: assegnato sulla base di fattori biologici;

acquisito: ottenuto attraverso una prestazione.

In ogni società ci sono master status, cioè status che hanno priorità su tutti gli altri e determinano la posizione sociale complessiva di una persona.

L'istituzione è caratterizzata, come definito da Durkheim, da: esteriorità, coercitività e generalità.

Le istituzioni sono gli elementi che rendono possibile l’esistenza stessa della “società” (le danno forma, organizzazione, stabilità e riconoscibilità) Le istituzioni rappresentano i rapporti sociali reali ed hanno un alto valore simbolico. Gli attori sociali considerano le istituzioni come “oggettive”, comportamenti complessi che DEVONO ESSERE SEGUITI. Le istituzioni sono spesso formalizzate dal diritto positivo e la loro osservanza è garantita da sanzioni formali o informali. Le istituzioni sono presenti in ogni ambito della vita sociale (sono perciò politiche, culturali, economiche, ecc.) e possono essere divise in:

Istituzioni “organizzate” (come lo Stato, che possiede un apparato organizzativo, risorse, corpi di funzionari ecc.).

Istituzioni “diffusive” (il linguaggio, il denaro ecc.).



mercoledì 24 febbraio 2016

Amminoacidi e proteine.

Per ripetere per l'imminente esame di biochimica ho deciso di fare una serie di post sugli argomenti trattati. Perdonate eventuali imprecisioni.

Amminoacidi.

Gli amminoacidi sono gli elementi costitutivi delle proteine e presentano un carbonio centrale, a cui sono legati un gruppo amminico (NH2), un gruppo carbossilico (COOH), un atomo di idrogeno (H) e una catena laterale. Quelli conosciuti in natura sono attualmente 20.
In base alle caratteristica della catena laterale possiamo dividere gli amminoacidi in 5 gruppi:
  • Apolari idrofobici: glicina, valina, leucina, isoleucina, metionina, prolina, alanina.
  • Aromatici: triptofano, tirosina, fenilalanina.
  • Polari sprovvisti di carica: serina, treonina, cisteina, glutammina, asparagina.
  • Basici: istidina, arginina, lisina.
  • Acidi: acido aspartico e acido glutammico.
Il corpo umano è capace di sintetizzare gran parte degli amminoacidi, tranne 9, che vengono definiti essenziali e devono essere necessariamente introdotti mediante la dieta, che sono: metionina, triptofano, leucina, isoleucina, istidina, treonina, valina, lisina, fenilalanina

Proteine.

Sono l'espressione dell'informazione genica. Polimeri di amminoacidi, legati da un legame peptidico, legame di tipo covalente, mediante processo di condensazione tra gruppo amminico, con carattere basico, e gruppo carbossilico, di carattere acido.
Presentano quattro strutture: primaria, secondaria, terziaria e quaternaria.
La struttura primaria ci dà informazioni sulla sequenza specifica degli amminoacidi sulla catena peptidica e sul numero stesso delle catene. Determina da sola il ripiegamento della proteina.
La struttura secondaria fornisce informazioni sulla conformazione spaziale delle catene. Mediante legami a idrogeno tra i gruppi amminici e carbossilici abbiamo tre tipi principali di strutture secondaria: l'-elica, il foglietto -pieghettato e il ripiegamento-.
La struttura terziaria fornisce informazioni sulla configurazione tridimensionale completa, consentita da ponti di solfuri o forze di Van der Waals.
La struttura quaternaria non è presenta in tutte le proteine e deriva dall'associazione di due o più unità polipeptidiche, unite da legami deboli.

Le proteine possono essere fibrose o globulari. Le proteine fibrose presentano catene polipeptidiche disposte in fasci o foglietti, che hanno per lo più funzioni biomeccaniche e strutturali, come il collagene o l'elastina. Nelle proteine globulari le catene polipeptidiche tendono ad avvolgersi su se stesse e hanno funzioni per lo più biologiche, come enzimi, molti ormoni, tossine e anticorpi.